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In aumento a Roma
i luoghi di culto per gli immigrati

· Censimento di Caritas e fondazione Migrantes ·

Sono aumentati a Roma e provincia i luoghi di culto e di preghiera delle diverse confessioni e religioni, dove gli immigrati vivono la propria fede: 293 le strutture censite, 37 in più rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, 172 sono per i cattolici, 53 per gli ortodossi, 27 per i protestanti, sette per gli ebrei, 25 per musulmani, sette per i buddisti, uno per gli induisti e uno per i sikh. Lo rileva la guida Gli immigrati a Roma e provincia. Luoghi di incontro e preghiera, presentata ieri, lunedì 20, a Roma da Caritas diocesana e dalla locale sezione della fondazione Migrantes.

La presenza cristiana — su 442.818 stranieri residenti — rappresenta circa i due terzi del totale (65,2 per cento), di cui i cattolici sono il 30 per cento, gli ortodossi il 27,9 per cento, gli evangelici e altri gruppi cristiani il 7,4 per cento. I musulmani incidono per il 20 per cento (76.000). Gli induisti (11.000), i buddisti (9.000) e i fedeli di altre religioni orientali (4.500, specialmente sikh che si trovano al confine con la provincia di Latina) sono il 6,5 per cento.

Per la comunità ebraica è stata stimata una presenza di mille persone, per le religioni tradizionali africane 3.000 persone, altre 3.000 persone appartengono a gruppi differenziati. Tra gli immigrati c’è, tuttavia, anche una notevole presenza di atei e di agnostici.

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19 novembre 2019

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