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In aumento
gli sfollati in Colombia

· ​Pesano i conflitti armati in diverse zone del paese ·

Le violenze continuano a sradicare migliaia di persone dalle loro abitazioni in Colombia. Dopo anni di calo, il numero di dislocamenti forzati è infatti tornato ad aumentare nel 2018. È quanto emerge dai registri del Centro di monitoraggio degli sfollati interni del paese, in cui si evidenzia che almeno 145.000 colombiani sono stati costretti nello scorso anno ad abbandonare le loro case per sfuggire al conflitto interno. Si tratta — riferisce il quotidiano El Espectador — di un consistente aumento rispetto a quello riportato nel 2017, che segnalava 139.000 sfollati. Sono tre in particolare le regioni che destano maggiori preoccupazioni: Bajo Cauca di Antioquia, Pacífico e El Catatumbo. In queste zone si stanno verificando diversi conflitti armati. Nel Bajo Cauca, i gruppi paramilitari si contendono territori fondamentali per il traffico di droga, mentre nell’area del Pacífico si scontrano i guerriglieri della dissidenza delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln) e i paramilitari delle Autodefensas Gaitanistas della Colombia. La regione del Catatumbo è stata teatro di pesanti scontri dal marzo del 2018: i guerriglieri dell’Eln e dell’Epl si sono resi protagonisti di scontri violenti che sono stati sedati solo quest’anno, grazie all’invio di forze dell’esercito da parte dello stato. Una scelta che tuttavia ha alimentato ulteriormente gli scontri armati. A Catabumbo, in particolare, pur essendo diminuito il numero di sfollati, la situazione dell’ordine pubblico continua a deteriorarsi. Ad affermarlo è stato in particolare Christian Visnes, direttore in Colombia del Consiglio norvegese per i rifugiati (Nrc), il quale ha evidenziato come nonostante l’accordo fra governo e parte dei guerriglieri non si sia arrivati da parte delle autorità al controllo totale del territorio.

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