Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Aumentano le emissioni nocive

· Secondo ricerche presentate alla Cop 24 di Katowice ·

In Polonia iniziative per la sensibilizzazione dei giovani

Le emissioni di gas serra, cause principali del riscaldamento globale e delle sue conseguenze, sono aumentate anche quest’anno. Il dato è messo nero su bianco in due ricerche presentate e discusse ieri alla conferenza dell’Onu sul clima, Cop 24, in corso a Katowice, in Polonia. Un pessimo segnale, che mostra il disinteresse di stati e governi sulla questione del clima. 

Il primo rapporto è stato redatto dall’università britannica dell’East Anglia. Secondo il documento, le emissioni mondiali di Co2 da combustibili fossili nel 2018 sono cresciute del 2,7 per cento, molto di più di quanto inizialmente stimato, raggiungendo il livello record di 37,1 miliardi di tonnellate. La concentrazione di Co2 nell’atmosfera è quindi salita a 407 parti per milione, 2,3 parti in più rispetto al 2017. È la conferma di un trend che appare ormai consolidato: la produzione mondiale di anidride carbonica era calata per tre anni consecutivi, dal 2014 al 2016, ma nel 2017 è aumentata dell’1,6 per cento.
Anche l’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), organismo dell’Ocse, per il 2018 registra «una crescita delle emissioni globali di Co2» dovuto a «un consumo di energia in aumento e una economia mondiale che si espande del 3,7 per cento». Per centrare gli obiettivi dell’accordo di Parigi, secondo la Iea, il mondo dovrebbe tagliare le emissioni dell’un per cento ogni anno. Al contrario, è previsto che nel 2019 le emissioni dai paesi più ricchi, quelli più avanti nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica, aumenteranno dello 0,5 per cento. È anche dovuto al fatto che la produzione del carbone sta calando meno di quanto gli analisti si aspettavano.
Tutto questo avrà delle conseguenze devastanti anzitutto sull’ambiente e sulla salute di milioni di persone. Per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi eviterebbe un milione di morti all’anno in malattie legate all’aumento delle temperature. Cinquecento scienziati, riuniti a Roma dall’Istituto superiore di sanità, hanno siglato ieri una carta con 24 azioni internazionali per contrastare i rischi per la salute del cambiamento climatico. Inoltre, l’Istituto italiano di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha calcolato che 163 aree del Mediterraneo, tra cui alcuni siti Unesco come la laguna di Venezia, le Cinque Terre o le spiagge di Lipari, potrebbero finire sott’acqua entro la fine del secolo.
La Cop 24 è la prima riunione sul clima che si tiene dopo la pubblicazione a ottobre del report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc): nel documento si afferma che per limitare l’aumento della temperatura a 1,5 gradi i governi dovranno ridurre le emissioni di gas serra del 45 per cento entro il 2030.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

10 dicembre 2018

NOTIZIE CORRELATE