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Aumentano gli sbarchi sulla costa spagnola


· Polizia e ong fanno fatica a gestire il flusso e Sánchez chiede l’aiuto dell’Ue ·

Migrante fatto sbarcare nel porto di Barbate (Reuters)

Da quando i soccorritori lo hanno raccolto su un gommone nel Mediterraneo venerdì scorso, Glenn Alban sta dormendo sui cartoni nel porto di Algeciras, nel sud della Spagna. Questo diciottenne camerunense riceve due pasti al giorno — latte e biscotti per colazione, un panino e un succo di frutta per cena — in attesa che la polizia verifichi la sua identità e gli consenta di lasciare il porto più grande della Spagna. «Come puoi vedere, è difficile. Fa così caldo qui» dice il giovane alla France Presse, mostrando il suo letto di cartone che lo protegge dal sole con una coperta della Croce rossa distesa tra una staccionata e un muro di cemento. Alban ha trascorso due anni in Marocco, prima di attraversare lo stretto di Gibilterra e arrivare in Europa. «Non mi aspettavo di rimanere così a lungo. Non posso crederci». 

Alban è solo uno delle migliaia di migranti che è sbarcato sulle coste spagnole nelle ultime settimane. Madrid ha registrato un notevole incremento del flusso degli arrivi, che le autorità stanno facendo fatica a gestire. Quasi 23.000 migranti sono arrivati in Spagna via mare dall’inizio dell’anno, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Oltre trecento sono morti nella traversata. Da venerdì scorso più di 1500 migranti sono sbarcati nella provincia di Cadice. Dozzine di migranti, sabato scorso, sono stati filmati mentre sbarcavano su una spiaggia a Tarifa prima di precipitarsi nei boschi, sotto lo sguardo attonito dei bagnanti. Non sono stati individuati dalle forze dell’ordine.
Polizia e ong dicono che mancano fondi per fronteggiare il flusso di arrivi. «Il numero di migranti è molto significativo e la mancanza di mezzi per affrontarlo anche» ha detto Carmen Valyos, delegata della sezione del sindacato di polizia Cadix Sup. Segno che la polizia fa fatica a contenere la situazione, 62 migranti sono fuggiti domenica scorsa da un centro di accoglienza nel porto di Barbate, vicino a Cadice. Se ne sono perse completamente le tracce. «Le autorità non hanno abbastanza coperte, materassi o cibo per i migranti che sono sbarcati negli ultimi giorni» afferma Ana Rosado, un’attivista dell’Associazione per i diritti umani dell’Apdha che aiuta i nuovi arrivati nell’identificazione e a trovare un alloggio.

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