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Aumenta la violenza
a sfondo religioso ed etnico

· ​Si sono intensificati gli scontri nella Repubblica Centrafricana ·

 

Sono sempre più numerosi nella Repubblica Centrafricana gli episodi di violenza a sfondo religioso. Nelle ultime settimane gli scontri tra le milizie rivali hanno preso il sopravvento e più di cento persone hanno perso la vita nel corso di un triplice attacco avvenuto ad Alindao, a Bengassou e a Bria, nel sud-est del paese. «Duemila musulmani sono ancora ospitati nella missione cattolica. Una parte nel Seminario minore, un’altra nella cattedrale e da me, nella casa episcopale», ha raccontato all’agenzia Fides Juan José Aguirre Muñoz, vescovo di Bangassou, la città nel sud-est della Repubblica Centrafricana assalita nei giorni scorsi da un gruppo di miliziani anti-balaka. «Queste persone — ha continuato il presule — sono minacciate dagli anti-balaka che erano entrati in città nei giorni scorsi, attaccando il quartiere musulmano di Bangassou, uccidendo, depredando e cacciando i suoi abitanti, le cui case sono state date alle fiamme. Sono due le emergenze che dobbiamo affrontare: la sicurezza e l’aiuto umanitario, ma quello che preoccupa di più è la mancanza di sicurezza. Siamo esposti ad attacchi improvvisi».
A Bangassou è presente un contingente di caschi blu marocchini della Minusca (Missione Onu in Centrafrica) ma non riesce a fare molto. L’ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha espresso preoccupazione per il clima di instabilità e per le violenze che hanno senza alcun dubbio una connotazione religiosa ed etnica. Nonostante le difficoltà da parte delle agenzie umanitarie nel prestare soccorso, i gesti di solidarietà della Chiesa cattolica nei confronti delle popolazioni civili di fede musulmana, come confermato da monsignor Aguirre Muñoz, continuano senza sosta.

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22 ottobre 2019

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