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Per attuare l’accordo
di pace in Sud Sudan

· ​Vertice in Etiopia tra le parti coinvolte nella guerra civile ·

Salva Kiir e Riek Machar alla firma degli accordi di pace a settembre

 Le parti coinvolte nel conflitto in Sud Sudan sono riunite da ieri nella capitale etiope per discutere la ripresa dell’attuazione dell’accordo di pace firmato il 12 settembre scorso, un processo rimasto in stallo. L’iniziativa dell’incontro è stata voluta dall’Autorità intergovernativa per lo sviluppo in Africa orientale (Igad) per rilanciare l’accordo che mira a porre fine alla guerra civile scoppiata a dicembre 2013 nello stato più giovane del mondo, provocando circa 380.000 vittime e oltre quattro milioni di sfollati. Il Sud Sudan è nato nel 2011 dopo essersi separato dal Sudan. L’ultima versione dell’accordo, firmata sempre ad Addis Abeba, prevedeva un periodo di transizione di otto mesi — con scadenza fissata al 12 maggio — al termine del quale si sarebbe dovuto formare un governo di unità nazionale. Profonde divergenze fra governo e ribelli hanno però provocato fino a oggi forti ritardi nell’applicazione dell’accordo. Alla riunione non è presente il presidente Salva Kiir, il quale è rappresentato da un gruppo di negoziatori, mentre il leader dei ribelli, Riek Machar, che nell’attuazione dell’accordo dovrebbe ricoprire l'incarico di vicepresidente, si trova ad Addis Abeba.

Il 10 e 11 aprile scorsi i due leader sudsudanesi, insieme con altri alti esponenti politici e con autorità civili ed ecclesiastiche del paese, erano stati protagonisti insieme in Vaticano di un ritiro spirituale — organizzato di comune accordo tra la Segreteria di Stato e l’Ufficio dell’Arcivescovo di Canterbury — conclusosi con l’incontro con Papa Francesco a Santa Marta. Nell’occasione il Pontefice, con un gesto forte e inedito, si è inginocchiato davanti a loro e ha baciato i loro piedi, a pochi giorni dalle celebrazioni pasquali, durante le quali quello stesso gesto si è ripetuto in tutte le chiese per fare memoria dell’Ultima Cena. Il Pontefice si è detto consapevole che «ci saranno tanti problemi», ma ha incoraggiato tutti dicendo: «Non spaventatevi, andate avanti, risolvete i problemi», aggiungendo: «Così da semplici cittadini diventerete padri della nazione».

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16 ottobre 2019

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