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Atto barbaro

· ​All’Angelus e in un messaggio il dolore del Papa per la strage in Turchia ·

«La notizia della terribile strage avvenuta ad Ankara, in Turchia» ha profondamente addolorato Papa Francesco, che all’Angelus di domenica 11 ha assicurato le proprie preghiere «per quel caro Paese», chiedendo «al Signore di accogliere le anime dei defunti e di confortare i sofferenti e i familiari». 

Il pianto dei familiari delle vittime  (Afp)

Ricordando la strage del giorno precedente, il Pontefice ha sottolineato come essa gli abbia provocato «dolore per i numerosi morti. Dolore per i feriti. Dolore perché gli attentatori hanno colpito persone inermi che manifestavano per la pace», e ha invitato i fedeli presenti in piazza San Pietro a una preghiera silenziosa «tutti insieme».

Già in un telegramma inviato tramite il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il Papa aveva espresso la sua tristezza e la sua solidarietà. Francesco — si legge nel messaggio — «deplora questo atto barbaro, chiede di trasmettere la sua vicinanza spirituale a tutte le famiglie colpite in questo periodo di dolore, e al personale di sicurezza e di emergenza» impegnato nei soccorsi.

Introducendo la preghiera mariana nella ventottesima domenica del tempo ordinario, il Pontefice ha commentato il brano del Vangelo tratto dal capitolo 10 di Marco. Esso, ha detto, «è articolato in tre scene, scandite da tre sguardi di Gesù». Il primo è «intenso, pieno di tenerezza e di affetto»; il secondo è «pensoso, di avvertimento»; e l’ultimo è «d’incoraggiamento».

Al termine Papa Francesco ha anche ricordato la giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali, che si celebra il 13 ottobre, e ha rivolto il suo incoraggiamento a «tutti coloro che in modo lungimirante si impegnano nella tutela della nostra casa comune».

L'Angelus del Papa 

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17 settembre 2019

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