Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Atti disumani

· All’udienza generale il Papa prega per le vittime di un terrorismo che non si ferma neppure davanti ai bambini ·

E per il compleanno riceve l’augurio dei poveri di Roma e del presidente Napolitano

La catena umana di un gruppo di scolari indiani durante una cerimonia a Bhopal per ricordare gli studenti uccisi dai talebani in Pakistan (Epa)

«Atti disumani che non si fermano neppure davanti ai bambini». Papa Francesco ha definito così gli attacchi terroristici dei giorni scorsi in Australia, in Pakistan e nello Yemen. Rivolgendosi mercoledì mattina, 17 dicembre, alle decine di migliaia di fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale, il Pontefice ha chiesto di pregare affinché «il Signore accolga nella sua pace i defunti, conforti i familiari, e converta i cuori dei violenti». Una preghiera che il Papa ha voluto concretizzare con «un momento di silenzio» e poi con il canto del Padre nostro.

Subito dopo, nel consueto scambio di saluti con alcuni gruppi delle prime file, Francesco ha ricevuto un omaggio floreale per il suo settantottesimo compleanno: un mazzo di girasoli donatogli da otto poveri di Roma, cinque senza fissa dimora che gravitano attorno al dormitorio delle suore di madre Teresa di Calcutta alla stazione Termini e tre anziane donne assistite nella Casa dono di Maria in Vaticano.

Tra auguri inviati quest’oggi al Pontefice anche quelli del presidente Giorgio Napolitano, che a nome del popolo italiano ha ringraziato Francesco per aver portato «un messaggio di pace e speranza universale che ha trovato ampia eco nel nostro Paese e nel mondo intero, lasciando nelle coscienze di credenti e non credenti un segno profondo». E ricordando il loro recente incontro, ha sottolineato come esso abbia «permesso, ancora una volta, di riaffermare una sintonia di fondo tra Stato italiano e Chiesa Cattolica nell’impegno verso gli strati più deboli della società, gli immigrati, i poveri e gli emarginati».

Durante l’udienza generale il Papa, proseguendo le riflessioni sulla famiglia, aveva indicato come modello la normalità della vita di Gesù con i genitori a Nazaret, lo «sperduto villaggio della periferia dell’Impero Romano» dove Dio aprì «un nuovo inizio della storia universale».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE