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Chiesta la riunione
del parlamento catalano

· ​Dopo l’annuncio dell’applicazione dell’articolo 155 ·

Il presidente catalano, Carles Puigdemont, si appresta a convocare il parlamento della Generalitat per definire le misure da intraprendere dopo la decisione del governo centrale di applicare l’articolo 155 della Costituzione. I capigruppo dei partiti catalani, riunitisi questa mattina, hanno chiesto che la seduta abbia luogo il 26 ottobre.

I seggi vuoti del parlamento catalano (Reuters)

Il 27 ottobre, il senato spagnolo darà il via libera all’entrata in vigore delle misure annunciate dal governo centrale per garantire l’ordine costituzionale. Nel presentarle, sabato scorso, il presidente del governo, Mariano Rajoy, aveva posto quattro obiettivi: tornare alla legalità, recuperare la normale convivenza, continuare con la ripresa economica e indire nuove elezioni. Con l’applicazione dell’articolo 155 verranno rimossi i membri dell’attuale governo catalano e, dopo lo scioglimento del parlamento, si mira a giungere a nuove elezioni entro sei mesi. A difendere questa linea di azione è tornato ieri il ministro degli esteri spagnolo, Alfonso Dastis, il quale, rispondendo ad alcune dichiarazioni del presidente della Generalitat, ha affermato che «se c’è stato un colpo di stato, a portarlo avanti sono stati Puigdemont e il suo governo. Quello che noi stiamo facendo è seguire rigorosamente i dettami della nostra Costituzione». Dastis ha difeso anche l’azione della polizia nei disordini durante il referendum del primo ottobre. «Molte delle immagini diffuse sono dei falsi: se c’è stato uso della forza da parte della polizia è stato limitato e comunque rispettava le disposizioni delle autorità per il rispetto della legge» ha sostenuto. Ieri il portavoce della presidenza catalana, Jordi Turull, ha accusato il governo centrale di agire «al di fuori della legge» con l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione e ha escluso che Puigdemont convochi nuove elezioni. In un’intervista Turull ha spiegato che durante la riunione del parlamento, che come detto dovrebbe avere luogo il 26 ottobre, verrà presa una decisione «rispettosa del mandato del referendum del primo ottobre e in difesa delle istituzioni catalane». 

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20 marzo 2019

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