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Attesa greca

· ​Ore critiche per il negoziato tra Atene e l’Europa ·

Per gli Stati Uniti non c’è alternativa all’intesa

«Intesa o dure conseguenze». L’alternativa formulata dal segretario al Tesoro statunitense, Jack Lew, in una conversazione con il ministro delle Finanze greco, Yannis Varoufakis, rende molto bene il clima di tensione che si respira in queste ore in Europa, e non solo. 

Si tratta infatti di ore critiche: domani, venerdì, scade il termine ultimo per il prolungamento del programma internazionale di aiuti alla Grecia, che, in mancanza di sostegno, si ritroverebbe in condizione di fallimento. E tuttavia, nonostante la criticità della situazione, qualche spiraglio sembra aprirsi. Questa mattina il Governo greco ha inviato all’Eurogruppo la richiesta di una proroga di sei mesi dei finanziamenti, che scadono il 28 febbraio. E questo «per negoziare con i partner senza ricatti e tempi stretti» si legge nella lettera. Il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, vaglierà la richiesta di Atene e verificherà se esistono le basi per convocare domani una riunione straordinaria dell’Eurogruppo. Non è chiaro se la richiesta di una proroga dei finanziamenti implichi da parte di Atene l’accettazione del prolungamento del piano della Troika (la squadra di commissari di Ue, Bce ed Fmi), ovvero l’opzione preferita dai vertici della Commissione europea. Tsipras ha sempre detto di essere contrario a questa soluzione e di voler proporre un nuovo piano. 

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19 marzo 2019

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