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In attesa della quarta ondata

· La resistenza dei cristiani di Okinawa. Il vescovo Berard Toshio parla della diocesi più giovane del Giappone ·

Cristian Martini Grimaldi intervista il vescovo di Okinawa Berard Toshio, città che dal 1429 sino al 1609 era un regno indipendente, dal nome di Ryukyu, ma all’inizio del XVII secolo venne assoggettata al clan Shimazu di Satsuma (l’odierna Kagoshima, alla punta sud dell’isola del Kyushu). 

Padri e missionari della Società delle missioni estere in Giappone nel 1881

Pur mantenendo un’autonomia di facciata, le isole Ryukyu dovettero conformarsi alla politica dei nuovi conquistatori giapponesi, dunque anche il famigerato divieto di professare la fede cristiana venne applicato sul territorio del piccolo arcipelago.

Quando poi nel 1831 alla Società per le missioni estere di Parigi verrà concessa la responsabilità di evangelizzare la Corea e il Giappone, un missionario di nome padre Forcade si trasferì a Ryukyu (il nome Okinawa risale al 1879) insieme a un interprete cinese. I due risiedettero nel tempio di Amiku, sotto stretta sorveglianza visto che il cristianesimo era ancora vietato. Padre Forcade imparò la lingua dai monaci del luogo ma non arrivò mai in Giappone. Quello fu il destino di un altro missionario, di nome Petitjean, colui che poi scoprì l’esistenza di migliaia di cristiani nascosti nei dintorni di Nagasaki.

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22 ottobre 2019

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