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In attesa del buon pastore

· Il vangelo della XIX domenica del tempo ordinario ·

«Siate simili a quelli che aspettano il loro padrone». In questa frase ci sono almeno due pilastri dell’esistenza: noi aspettiamo qualcosa e abbiamo un padrone.

Vivere senza attendere niente vuol dire non avere storia, ma solo istanti sconnessi. La saggezza è la percezione del nesso fra le cose, la quale diventa intuizione della direzione della storia.

Questa sapienza si chiama Speranza che — va ricordato — non è banale inclinazione positiva ma accoglienza provvidenziale degli eventi, ed è un’attitudine che solo Dio può donare e che siamo chiamati a ricevere ed esercitare.

Le cose che accadono sono gravide di salvezza. Potremo migliorare quanto vogliamo la nostra situazione attuale, ma se quel che capita non ci porta oltre, tutto quel che abbiamo è solo una borsa che invecchia, un tesoro a portata di ladri e tarli.

Ma va precisato: non aspettiamo qualcosa, ma Qualcuno. Il Padrone.

Non siamo noi il centro della realtà ma un Altro. Rifiutare questo vuol dire slittare nello scivolo elicoidale del proprio ego e fallire nelle relazioni. È il nocciolo di una vita sterile e infantile.

Il testo infatti gioca fra due attitudini: quella di una infinita fase orale nella quale darsi tutti i piaceri alla portata; e quella adulta di chi sa occuparsi degli altri, dualismo innescato dalla domanda di Pietro: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Gesù allora annunzia un luminoso stile di vita: l’esistenza di chi sa curare gli altri dando “la razione di cibo a tempo debito”, immagine nitida dell’arte educativa: saper consegnare la giusta quantità al momento opportuno.

Da dove viene questa abilità così bella e rara? Gesù definisce questa persona un «amministratore fidato e prudente». Ha una relazione autentica col Padrone, è affidabile, e da questo sgorga la sua saggezza. So dar da mangiare, perché mi nutro presso il Padre.

Più so obbedire a Dio, più so prendermi cura dei fratelli.

Se vivo come chi attende il suo buon padrone, so amare coloro che Lui mi affida.

di Fabio Rosini

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22 settembre 2019

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