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Attenti all’uomo

· Monsignor Mupendawatu ai medici cattolici riuniti a Manila ·

Essere medico significa stare quotidianamente a contatto con i bisogni di un’umanità ferita e vulnerabile. Una vita di servizio, dove l’interesse personale deve cedere il posto all’altruismo. 

Sam Biddle«Il buon samaritano»

Lo ha ricordato monsignor Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu, segretario del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, aprendo il 1° ottobre a Manila il ventiquattresimo congresso mondiale della Federazione internazionale delle associazioni dei medici cattolici. Tema dei lavori nella capitale filippina, «Il medico cattolico in un’epoca di secolarizzazione e tecnologia».

Una professione come vocazione, quindi, e a maggior ragione per il medico cattolico chiamato a testimoniare, nel lavoro come nella vita, il messaggio evangelico. Tutto ciò risulta veramente difficile in un’epoca in cui le norme etiche vengono sempre più messe in discussione e il rapporto tra medico e paziente viene spesso assimilato a un contratto legale, a una transazione d’affari o a un esercizio di biologia applicata.

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26 febbraio 2020

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