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​Attentato a Mogadiscio

· Decine di morti nel centro della città per l’esplosione seguita da un nuovo attacco jihadista ·

È salito a 36 morti e 80 feriti il bilancio dell’attentato kamikaze sferrato ieri sera nel centro di Mogadiscio. E oggi un altro gruppo di terroristi, sempre di al Shabaab, ha lanciato un nuovo attacco nella capitale somala, asserragliandosi dentro un ristorante. Ieri un’autobomba è saltata in aria e subito dopo è scoppiato uno scontro a fuoco tra i miliziani di al Shabaab e i soldati somali, vicino all’hotel Maka Al-Mukarama. Gli inquirenti ritengono che con la bomba si volesse colpire un giudice di alto grado, Abshir Omar, la cui residenza è a pochi metri dal luogo in cui è esploso l’ordigno. Dopo l’esplosione uomini armati hanno cercato di fare irruzione nella casa del capo della corte d’appello somala ma sono stati fermati dalla polizia. L’attentato è stato rivendicato dai terroristi di al Shabaab, che però nel loro comunicato hanno spiegato che l’obiettivo non era il giudice ma il vicino hotel Maka Al-Mukarama. Questa mattina la polizia locale ha riferito che un combattente si è fatto saltare in aria mentre era su un’autobomba e altri miliziani di al Shabaab si sono asserragliati in un locale, che è stato accerchiato dalla polizia. L’ufficiale di polizia Ibrahim Mohamed ha parlato di esplosioni e colpi d’arma da fuoco nel palazzo. Emersi nel 2006, dopo la sconfitta della cosiddetta Unione delle corti islamiche da parte del governo federale di transizione, gli al Shabaab — che significa giovani — rappresentano il gruppo jihadista più potente e attivo in Somalia. Dal 2012 si riconoscono come cellula locale di al Qaeda e sono inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche di numerosi governi e servizi di sicurezza occidentali. Tra gli obiettivi del gruppo, quello di instaurare in Somalia la sharia, la legge islamica, nella più rigida applicazione.

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