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Attentati jihadisti
e raid aerei israeliani
in Siria

· Il presidente statunitense chiede la fine dei bombardamenti a Idlib ·

Ancora violenze in Siria. Un attentato suicida con un’autobomba ad Azaz, città nel nordovest, ha provocato ieri almeno 14 morti, tra cui quattro bambini. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Ci sarebbero anche circa venti feriti, alcuni gravi. Azaz si trova nella zona controllata dalla Turchia nella regione di Aleppo. Secondo alcune testimonianze, l’esplosione sarebbe avvenuta nei pressi di una moschea, mentre molta gente stava rincasando dopo la preghiera serale. Azaz è stata occupata dai miliziani del sedicente stato islamico (Is) nell’ottobre del 2013. A febbraio dell’anno successivo è stata liberata dai ribelli dell’Els, formazione alleata di Ankara, che ancora ne detiene il controllo. Altre dieci vittime sono state registrate a Raqqa, nel nord del martoriato Paese. Fonti mediche e media locali riferiscono di un’autobomba esplosa ieri sera nel centro cittadino a un posto di blocco delle Forze democratiche siriane, piattaforma di milizie curde e arabe guidate dall’ala locale del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Un’altra autobomba è invece esplosa nei pressi del parco cittadino di Rashid, affollato di famiglie. È invece di dieci morti il bilancio di raid aerei attribuiti a Israele nel sudovest della Siria. Sulla difficile situazione siriana è intervenuto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. In un tweet poco prima di partire per Londra, Trump ha scritto: «Sento voce che la Russia, la Siria e, in misura minore, l’Iran, stanno bombardando a più non posso fuori della provincia di Idlib e stanno uccidendo indiscriminatamente civili innocenti. Il mondo sta guardando questa carneficina. Qual è lo scopo? Che cosa si pensa di ottenere? Stop!». La risposta del Cremlino è arrivata per bocca del portavoce di Valdimir Putin, Dmitri Peskov: «Il Cremlino ritiene legittime le azioni militari contro i ribelli della provincia siriana di Idlib».

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