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​Attacco in un villaggio nigeriano

È uno stillicio di violenza e orrore senza fine quello che si sta perpetrando in Nigeria, tra rivolte contadine e terrorismo di Boko Haram. L’ennesima riprova si è avuta ieri: almeno 45 persone sono state uccise nello stato di Kaduna, nel centro nord del paese, in seguito a un attacco da parte di un gruppo armato non ancora identificato contro il villaggio di Gwaska, nella zona di Birnin Gwari. Lo riporta la Bbc online, secondo cui molte delle vittime facevano parte di un gruppo di vigilantes nato per difendere i villaggi della zona. Si tratterebbe dunque di uno scontro locale, tra villaggi avversi, forse per motivi di controllo territoriale. Il gruppo armato ha anche dato fuoco a numerose abitazioni del villaggio, dove molti ora chiedono l’intervento dell’esercito. Il mese scorso quattordici minatori erano stati uccisi durante un attacco nella stessa area di Birnin Gwari.

Come detto, il paese africano deve fronteggiare una nuova recrudicenza delle violenze. E spesso nel mirino ci sono le comunità cristiane. Alla fine di aprile diversi attacchi sono stati compiuti contro chiese nello stato di Benue, nella Nigeria centrale. I responsabili degli attacchi sarebbero i pastori nomadi di etnia fulani, di religione islamica. Nella zona infatti si succedono da molto tempo violenze e scontri per il controllo di acqua e terre agricole: bande di pastori fulani spesso attaccano persone e proprietà, scontrandosi con gruppi di agricoltori stanziali, nella maggior parte dei casi cristiani. Secondo l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch, a partire dal 2010 le violenze dei fulani hanno causato la morte di almeno tremila persone.

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