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Attacco di al Shahab
in Somalia

· Ventisei morti e cinquantesei feriti in un albergo a Kismayo ·

 Almeno 26 persone, in un bilancio ancora provvisorio, sono morte a seguito dell’attacco condotto nella notte fra venerdì e sabato contro l’hotel Asaseys di Kismayo, in Somalia, e rivendicato da al Shahab. Sarebbero invece 56 le persone rimaste ferite. Per 14 ore gli aggressori hanno tenuto in stato d’assedio l’hotel, prima che le forze di polizia riuscissero a porvi fine. Secondo la stazione radio indipendente Dalsan nell’attentato è morta anche la nota giornalista canadese Hodan Nalayeh, 43 anni, fondatrice di Integration Tv, che trasmette attraverso youtube programmi per le comunità somale in lingua inglese, e suo marito Farid Jama Suleiman.

Il luogo dell’attacco (Afp)

Secondo le prime testimonianze, l’attacco ha avuto inizio con l’esplosione di un’autobomba nei pressi della struttura, cui ha fatto seguito l’irruzione di un gruppo armato che ha aperto il fuoco contro gli ospiti e il personale. Nella sparatoria successiva all’intervento delle forze di polizia, sarebbero morti anche 4 terroristi.

L’edificio ospitava uomini d’affari e politici che erano in città per la preparazione delle elezioni presidenziali nella regione semiautonoma dello Jubaland, prevista per la fine di agosto. Il presidente della regione, Ahmed Mohamed ha reso noto che tra i morti accertati fino a ora figurano diversi cittadini stranieri: tre keniani, un canadese, un inglese, due americani e tre tanzaniani. Tra i feriti figurano invece due cittadini cinesi. Anche un candidato presidenziale per le prossime elezioni regionali è stato ucciso. Un testimone citato dall’agenzia Agi, Muna Abdirahman, durante le concitate fasi dell’attacco ha descritto così quanto stava accadendo: «L’intero edificio è in rovina, ci sono cadaveri e feriti che sono stati recuperati all’interno, e le forze di sicurezza hanno isolato tutta l’area. Gli aggressori indossano uniformi della polizia somala».

Il gruppo jihadista sunnita di matrice islamista al-Shabaab nel rivendicare l’attentato ha dichiarato che questo aveva l’obiettivo di colpire i «funzionari apostati dell’amministrazione Jubaland». I militanti di al-Shabaab dopo esser stati allontanati dalla capitale Mogadiscio nel 2011, hanno continuato ad attaccare le forze governative e obiettivi civili con attentati suicidi e assalti in stile guerriglia. Nel 2012 il gruppo terroristico è stato cacciato da Kismayo, porto e città commerciale della regione dello Jubaland ma mantengono sotto il loro controllo vaste aree rurali. Tra i morti a seguito dell’attentato c’è, come accennato, anche la giornalista Nalayeh, tornata in Somalia, dove era nata, dal Canada, per raccontare la rinascita del suo paese di origine. Aveva la doppia cittadinanza. «Con il suo lavoro di giornalista, ha messo in luce le notizie e i contributi positivi delle comunità, dandone notizia in Canada, ed è diventata una voce per molti. Il suo lavoro, di particolare aiuto per le donne e i giovani, ha rafforzato i legami fra le comunità somale del Canada e la Somalia nel suo continuo processo di stabilizzazione e ricostruzione», ha dichiarato il ministro dell’immigrazione canadese, Ahmed Hussen, dopo le drammatiche notizie arrivate dalla Somalia.

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06 dicembre 2019

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