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​Attacco dell’Is
in Arabia Saudita

Il cosiddetto Stato islamico (Is) ha colpito di nuovo in Arabia Saudita, con l'attacco oggi nella città orientale di Saihat a una comunità sciita riunita per le celebrazioni della festività del Muharram in corso da giovedì. 

Mercato ad Aleppo davanti alle macerie di un edificio (Reuters)

Secondo quanto riferito dal sito dell’emittente Al Arabiya, un giovane apparentemente ventenne ha aperto il fuoco uccidendo cinque persone e ferendone altre nove. Le forze di sicurezza hanno reagito uccidendo il giovane e arrestando due persone sospettate di essere complici nell’attacco. La rivendicazione del gesto è venuta da una branca dell’Is che si definisce Provincia del Bahrein.

Intanto l’attenzione degli osservatori resta concentrata sugli sviluppi seguiti all’intervento armato russo in Siria e sui contrasti in merito con gli Stati Uniti, che guidano la coalizione internazionale impegnata contro l’Is tanto in Iraq quanto in Siria. Sulla questione è intervenuto di nuovo oggi il Governo di Mosca. Il viceministro della Difesa Anatoly Antonov, partecipando a un forum in Cina sulla sicurezza, ha ricordato che la Russia «ha proposto da tempo una maggiore cooperazione» con gli Stati Uniti sulla Siria, oltre al coordinamento dei raid aerei. Ma «Washington non è ancora preparata per questo» ha sottolineato.

Si è appreso ieri, intanto, che almeno cinquanta dei cristiani dell’area di Qaryatayn presi in ostaggio lo scorso agosto dall’Is sono tornati in libertà nella giornata di domenica scorsa. Il loro ritorno ai villaggi di Zaydal e Fairuzeh, in una zona controllata dall’esercito governativo siriano, è stato confermato da fonti della comunità che hanno precisato che la liberazione è avvenuta poche ore dopo il ritorno in libertà del sacerdote siriano Jacques Murad, priore del Monastero di Mar Elian.

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