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Attacco contro una chiesa nella Repubblica centrafricana

· Almeno sedici morti e decine di feriti ·

Miliziani nella Repubblica Centrafricana

Almeno sedici persone sono morte e decine sono rimaste ferite in un attacco sferrato contro la chiesa di Nostra Signora di Fatima a Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana. Gli assalitori, che secondo fonti locali apparterrebbero a un gruppo di miliziani jihadisti che hanno la loro base nel distretto Pk5, sono stati respinti dalle forze di sicurezza e si sono ritirati dopo un violento combattimento che si è protratto a lungo. «La chiesa è stata circondata da uomini armati che hanno cominciato a sparare con armi e granate. Numerose persone sono morte sul posto, e tra queste anche padre Albert Toungoumalé-Baba», ha raccontato un fedele scampato alla sparatoria, citato dai media. Dopo l'attacco è scattata una immediata operazione di rappresaglia sfociata in scontri in diversi luoghi della capitale. I corpi di almeno due persone sono stati recuperati in una zona nelle immediate vicinanze della chiesa. Abitanti del quartiere Pk5 riferiscono di almeno altri tre corpi senza vita trasportati nell'obitorio locale.

Il terrore torna dunque nella chiesa di Nostra Signora di Fatima che già il 28 maggio 2014 era stata oggetto di un altro terribile attacco nel quale erano state uccise quindici persone. Tre giorni prima tre giovani musulmani impegnati in una partita di calcio interreligiosa erano stati linciati e mutilati sempre nel quartiere Pk5, dove si è concentrata una minoranza musulmana, rispetto alla capitale a maggioranza cristiana. Da allora si sono ripetuti numerosi episodi di violenza. Questi episodi di violenza s’inquadrano in una situazione complessiva molto difficile e tesa. Nel paese è in corso un complesso processo di transizione da quando nel 2013 i ribelli del gruppo definito Seleka hanno rovesciato il governo del presidente François Bozizé, innescando un'ondata di violenze che ha causato migliaia di morti e circa un milione di sfollati.

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