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​Attacco in Cisgiordania
contro civili israeliani

Sei israeliani sono stati feriti ieri sera in un attacco a colpi di arma da fuoco esplosi da un’auto palestinese nei pressi di Ofra, un insediamento ebraico in Cisgiordania.

Lo ha reso noto il portavoce militare, secondo il quale, al momento dell’attacco, i «civili israeliani erano fermi alla stazione degli autobus» vicina all’insediamento. I soldati presenti sul posto — ha continuato il portavoce militare — hanno risposto al fuoco dal veicolo che si è poi dileguato. Secondo i servizi di pronto soccorso, citati dai media, tra i sei feriti c’è una donna incinta che è stata soccorsa e trasportata in ospedale. Al momento, le indagini sono in corso. Le autorità locali hanno disposto un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutta l’area. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un attentato di natura terroristica. L’ultimo attacco nei confronti di militari israeliani in Cisgiordania risaliva al 26 novembre, quando un palestinese aveva lanciato la sua macchina contro un posto di blocco, ferendo tre soldati. Era successivamente stato ucciso dalle forze di sicurezza. L’ultimo attacco nei confronti di civili era avvenuto invece in ottobre: due israeliani erano stati uccisi da un palestinesi di 23 anni che era riuscito a penetrare nella zona industriale di Barkan. In quell’occasione l’esercito aveva parlato esplicitamente di «attacco terroristico» ricollegando l’attentatore ad Hamas. Intanto, sul piano politico, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha annunciato che presto scioglierà il parlamento palestinese (il cosiddetto Consiglio legislativo). Abbas lo ha reso noto ieri, intervenendo a un convegno sulla governance e sulla lotta alla corruzione. «Scioglieremo il Consiglio legislativo in maniera legale e questo avverrà presto: è la prima volta — ha detto citato dai media palestinesi — che ve lo comunico». L’attuale parlamento, unicamerale ed eletto dai palestinesi residenti di Cisgiordania e di Gaza, è composto, secondo gli ultimi dati, da 132 rappresentanti: la maggioranza è di Hamas.

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14 dicembre 2019

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