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​Attacco all’ultima
roccaforte dell’Is

· Massiccia offensiva dei ribelli siriani ·

Riesplode la violenza nel sud della Siria, al confine con l’Iraq. Combattenti siriani supportati dalla coalizione internazionale a guida statunitense hanno lanciato ieri una massiccia offensiva contro centinaia di miliziani del sedicente stato islamico (Is) asserragliati nella provincia orientale di Deir Ezzor. A lanciare l’azione sono state le Forze democratiche siriane (Sdf) e le unità curdo-arabe addestrate e armate dagli statunitensi. Sul campo — dicono i media — sono schierati anche numerosi militari americani. L’obiettivo è la conquista del villaggio di Baghouz Al Fawqani, a due passi dal confine con l’Iraq. Si tratta di un’area di circa quattro chilometri quadrati. Nel villaggio ci sarebbero non meno di 600 jihadisti, «quelli più addestrati» e «in gran parte stranieri», pronti a tutto pur di scampare a una fine già scritta. «La battaglia è in corso, il terreno è frastagliato di mine» ha riferito il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra). Per respingere l’attacco, che finora sarebbe costato la vita ad almeno dieci jihadisti, sono dovuti entrare in azione i caccia della coalizione internazionale.

Le forze curdo-arabe confermano, e sottolineano che, accanto a questa minaccia, c’è quella dei micidiali tunnel, che garantiscono riparo e capacità di movimento entro le linee ai jihadisti.

Intanto, sul piano diplomatico, si riuniscono oggi ad Ankara il ministro della difesa russo, Sergei Shoigu, e quello turco, Hulusi Akar, con l’obiettivo di discutere degli ultimi sviluppi in Siria. Durante la visita a sorpresa di Shoigu, su invito di Akar, i due ministri discuteranno in particolare della situazione nella provincia di Idlib, nella Siria nordoccidentale.

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