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​Attacchi al bene
di tutti i congolesi

· ​Da Kinshasa una nota firmata da nunziatura apostolica, episcopato e Nazioni Unite ·

Kinshasa, 25. Prima il seminario maggiore di Malole-Kananga, nella provincia del Kasai centrale, saccheggiato da un gruppo di miliziani, poi la chiesa di San Domenico a Limete-Kinshasa, profanata da individui non identificati che hanno rovesciato banchi e altare, infine le parrocchie di Santa Maria a Lukalaba, nel Kasai orientale, di Saint Kizito a Lubumbashi, di Saint Robert Kansele e di Saint Albert le Grand a Mbuji-Mayi, prese d’assalto da sconosciuti: la serie di attentati che ha colpito nelle ultime due settimane chiese e istituti cattolici ha spinto la nunziatura apostolica nella Repubblica Democratica del Congo, la Conferenza episcopale e la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (Monusco) a intervenire con un comunicato congiunto per condannare con forza gli atti vandalici.

«I luoghi di culto appartengono a tutti. Chi li attacca colpisce un bene comune di tutti i congolesi», si legge nella nota, firmata dal nunzio apostolico, arcivescovo Luis Mariano Montemayor, dal presidente dell’episcopato, Marcel Utembi Tapa, arcivescovo di Kisangani, e da Maman Sambo Sidikou, il diplomatico nigeriano a capo della Monusco, chiedendo la sospensione immediata degli attacchi e, ai responsabili politici, di condannare a loro volta tali intimidazioni per «sventare qualsiasi tentativo di manipolazione teso a indebolire l’accordo» di co-gestione del Paese siglato il 31 dicembre da maggioranza e opposizione.

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