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Atene brucia

· Degenerano in violenze le proteste contro il piano di austerità varato dal Governo ·

Scontri, violenze e palazzi incendiati. Degenerano in guerriglia urbana le proteste contro il piano di austerità varato dal Governo Papandreou in risposta agli aiuti stanziati dall'Europa e dal Fondo monetario internazionale. Nella capitale tre persone, al momento della chiusura del giornale, sono morte a causa di un incendio appiccato a una banca. Molte altre sono rimaste intrappolate all'interno di edifici in fiamme. I manifestanti hanno lanciato bombe molotov contro negozi e banche, forzando il cordone di sicurezza attorno al Parlamento. Stesse scene a Salonicco: gli agenti hanno usato i gas lacrimogeni e granate per fermare le sassaiole.

I disordini sono scoppiati nel corso dei cortei di protesta indetti oggi per lo sciopero generale. Ad Atene diecimila manifestanti si sono uniti al corteo dei sindacati del settore pubblico e privato e altrettanti a quello del sindacato comunista Pame. Altri 14.000 si sono radunati a Salonicco. Entrambe le manifestazioni sono iniziate poco dopo mezzogiorno. I sindacati chiedono che il piano di austerità del Governo venga bocciato e che vengano puniti i responsabili del deficit. In tutto il Paese sono rimasti chiusi gli uffici pubblici, gli ospedali, le banche e i negozi. Bloccati i trasporti aerei, marittimi e ferroviari, con alcune eccezioni per consentire la partecipazione alle proteste.

Il piano di aiuti concordato con l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale in cambio di 110 miliardi di euro in tre anni prevede nello stesso periodo una riduzione della spesa per trenta miliardi grazie al congelamento dell’impiego e a tagli su salari e pensioni per i dipendenti pubblici, riforma fiscale con aumento dell’Iva e delle imposte su carburanti, alcolici, sigarette e beni di lusso. Nonché la riduzione delle indennità di licenziamento e degli straordinari ed estensione della possibilità di licenziare nel settore privato. Domani è previsto il voto in Parlamento per l'approvazione definitiva delle manovre.

Poche ore prima dello scoppio delle violenze, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, è intervenuto di fronte al Bundestag riunito per approvare gli aiuti. L'unica lezione di questa crisi — ha detto Merkel — «è che occorre cambiare il patto di stabilità». E mentre il presidente della Bundesbank, Axel Weber, vede «la minaccia di gravi effetti di contagio per gli altri membri dell'Unione», il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, assicura che non c'è nulla da temere: «Quello della Grecia è un caso unico e particolare; Atene ha truccato i conti per anni». La Commissione europea ha reso noto oggi che il pil dell'Unione registrerà un aumento dell'un per cento nel 2010 e dell'1,5 nel 2011.

Si rafforza il fronte di coloro che premono per una riforma completa del Trattato di Maastricht. Il commissario Rehn si è detto oggi d’accordo con le posizioni espresse dal cancelliere Merkel e dal ministro dell'Economia francese Lagarde, che hanno chiesto di rafforzare il patto di stabilità e di crescita europeo. «Questa riforma del patto — ha spiegato il commissario — è necessaria se vogliamo davvero farcela sul fronte del consolidamento delle finanze pubbliche». Quello che serve, in particolare, «è una sorveglianza preventiva più rigorosa sulle finanze degli Stati membri e un’attenzione speciale rivolta anche al debito dei Paesi, e non solo al deficit». Il tutto — ha concluso Rehn — «prevedendo una forte condizionalità per aiutare i Paesi nel caso di future crisi». Il commissario ha quindi ricordato come la prossima settimana, dopo il vertice dei leader della zona euro di venerdì, presenterà «le proposte concrete della Commissione Ue su come rafforzare il Governo economico dell’Europa».

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