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Asse tra Mosca e Teheran

· Aereo da guerra russo abbattuto dai caccia turchi ·

Dialogo e cooperazione su gas, uranio arricchito e lotta allo Stato islamico (Is). Si rafforza ancor di più l’asse Mosca-Teheran, con il presidente russo Vladimir Putin che ieri, in occasione del summit dei Paesi esportatori di gas, ha incontrato nella capitale iraniana la guida suprema Ali Khamenei. 

Putin e Khamenei  a Teheran (Afp)

Un lungo colloquio su tutti i temi centrali dello scacchiere internazionale, ma soprattutto sullo scenario siriano, nel quale entrambi i Paesi sono fortemente coinvolti. Sulla Siria, in effetti, Mosca e Teheran condividono la stessa linea di azione: aprire alla transizione politica, ma senza eccessive ingerenze interne, lasciando quindi alla popolazione la completa libertà di scegliere i propri governanti e il proprio futuro. Dunque nessun ostacolo a un futuro senza Assad alla presidenza, ma con la precisa indicazione che il leader siriano resta al momento il loro principale alleato in Siria contro l’Is e avrà il diritto di partecipare alla futura transizione politica. Le guida suprema iraniana ha dichiarato che «gli Stati Uniti non possono ignorare il voto siriano» per Assad e ogni soluzione per la Siria deve «avere il consenso del popolo e delle autorità siriane». Khamenei ha definito quindi Putin un «alleato affidabile». Il leader del Cremlino, dal canto suo, ha parlato anche della situazione strategica, sottolineando che la Russia «continuerà a usare lo spazio aereo sul Mar Caspio finché sarà necessario per la lotta al terrorismo».

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21 settembre 2019

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