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Assassinato l’ambasciatore russo ad Ankara

· Il cordoglio del Pontefice ·

«Papa Francesco è «rattristato nell’apprendere del violento attacco avvenuto ad Ankara, che ha portato alla morte dell'ambasciatore Andrei Karlov». È quanto si legge in un telegramma a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di stato, inviato al presidente russo Vladimir Putin. Il Pontefice esprime «le proprie condoglianze a tutti coloro che piangono la sua perdita, e in modo particolare ai membri della famiglia dell’ambasciatore Karlov». Nel raccomandare la sua anima a Dio onnipotente, il Papa assicura «a tutto il popolo della Federazione russa le sue preghiere e la sua vicinanza spirituale». L'attacco è avvenuto ieri pomeriggio nella capitale turca: Mevlüt Mert Altintaş, poliziotto di 22 anni, proveniente da Manisa, nell’Anatolia occidentale, ha sparato all'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, uccidendolo con un colpo alla schiena e uno alla testa. Un atto di terrorismo senza precedenti, avvenuto ieri pomeriggio ad Ankara e rivendicato dal cosiddetto stato islamico (Is). «Dobbiamo sapere chi ha guidato la mano dell’assassino» ha dichiarato il presidente Putin, definendo il gesto «chiaramente una provocazione». Dopo gli spari, il diplomatico, 62 anni, intervenuto per presentare una mostra fotografica sulla Russia, si è accasciato a terra; ha ricevuto le prime cure sul posto, ma non è stato neanche trasportato in ospedale perché sarebbe stato inutile. Le forze speciali turche hanno subito fatto irruzione nella galleria d’arte e ucciso l’aggressore che continuava a sparare. Tre persone sono state ferite durante la sparatoria. I testimoni in sala hanno riferito che il giovane parlava in tre lingue: turco, arabo e russo. È stato ucciso dai suoi stessi colleghi. Secondo quanto emerge dalle prime ricostruzioni, l’attentatore si era diplomato nel 2014 all’accademia di polizia Rüştü Ünsal di Smirne e faceva parte delle unità anti-sommossa. In due occasioni aveva anche prestato servizio per la scorta del presidente Recep Tayyip Erdoğan. La pista islamista non convince tutti. Erdoğan ha dichiarato che si è trattato di un «vile attentato» volto «a danneggiare le relazioni fra Turchia e Russia». 

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17 novembre 2019

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