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Assalto finale a Sirte

· Centinaia di vittime nella battaglia per la liberazione della roccaforte jihadista in Libia ·

La maggior parte dei quartieri di Sirte è libero dal cosiddetto Stato islamico (Is), le bandiere nere che prima sventolavano sui palazzi vengono date alle fiamme e la città sarà presumibilmente sotto il totale controllo delle milizie libiche fedeli al Governo di unità mazionale del premier designato Fayez Al Sarraj entro le prossime 48 ore.

Il giorno dopo la caduta del quartier generale dell’Is è iniziato l’assalto finale alla roccaforte dei jihadisti in Libia, mentre nei cieli proseguono i raid statunitensi. Le forze leali al Governo di Tripoli e che partecipano all’operazione “Al Bunyan Al Marsous”, avanzano all’interno dei palazzi liberati, sui cui tetti una volta erano issati i vessilli dell’Is, ora rimpiazzati con le bandiere dell’indipendenza.

«Siamo nella fase finale», ha annunciato il generale Mohamed El Ghasri, portavoce delle forze governative, dopo il vittorioso attacco nel centro di Sirte. Operazione avviata con «carri armati, armi pesanti e leggere», ha aggiunto Ghasri, convinto che la città guadagnerà la sua libertà nei prossimi due giorni.

A fargli eco c’è il sindaco Mokhtar Khalifa: il 70 per cento di Sirte è nelle nostre mani, ha annunciato all’Ap, precisando che i quartieri meridionali e occidentali sono sotto il controllo dei combattenti. Secondo il sindaco, «il sostegno internazionale ha fatto un’enorme differenza». Dal primo agosto, caccia e droni statunitensi hanno condotto 36 attacchi sugli obiettivi dei jihadisti. Tragico il bilancio dei morti. Dal lancio dell’operazione militare lo scorso maggio sono stati uccisi 360 soldati e i feriti sono migliaia. Tra ieri e oggi tra le forze di Tripoli si contano 17 vittime e 82 feriti. Il bilancio non comprende i due piloti del jet libico abbattuto giovedì, in un’azione rivendicata dai miliziani del cosiddetto Stato islamico.

Si ignorano invece al momento le perdite complessive fra i seguaci di Al Baghdadi, mentre non si hanno notizie certe di vittime fra i civili.

A fotografare la battaglia di Sirte ci sono le ultime istantanee sulla pagina Facebook dell’operazione dei combattenti di Tripoli e Misurata. I soldati appaiono sorridenti. Alcuni a bordo di un tank, vestiti in tuta mimetica, festeggiano la caduta del Centro Ouagadougou con le braccia alzate facendo il segno di vittoria. Molti sono giovanissimi. Altre istantanee ritraggono un complesso di edifici martoriati, altre ancora pick-up trasformati in mezzi di attacco. La nuova missione adesso è la messa in sicurezza del Centro Ouagadougou da eventuali trappole, come mine e autobombe, per poi proseguire nell’offensiva finale contro gli ultimi bastioni dei jihadisti, asserragliati in tre aree residenziali adiacenti al porto. Stando a fonti statunitensi citate dalla Bbc, l’Is potrebbe ancora contare sull’appoggio di poco meno di 1000 miliziani, molti dei quali sarebbero foreign fighter o veterani di Siria e Iraq. Ma, nonostante la vittoria a Sirte, la popolarità del Governo di unità nazionale in Libia si sta «sgretolando» a causa dei frequenti blackout elettrici e della svalutazione della moneta locale, che sta colpendo le importazioni di materie prime vitali per l’economia del Paese. Lo ha detto Martin Kobler, rappresentante speciale in Libia del segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano svizzero «Neue Zercher Zeitung».

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22 agosto 2019

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