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Assad controlla Aleppo est

· Resistono solo pochi gruppi di ribelli ·

La battaglia di Aleppo è vicina alla fine. I soldati dell’esercito siriano avanzano nei quartieri orientali di quella che un tempo era una delle maggiori roccaforti della ribellione al presidente Assad. Altri due sobborghi sono stati conquistati questa mattina, secondo l’agenzia ufficiale Sana.

Il fumo dei combattimenti tra esercito e ribelli sui quartieri orientali di Aleppo (Afp)

I lealisti controllano ora tutta la città vecchia. Il quotidiano «Russia Today» stima che le forze di Assad abbiano riconquistato oltre l’85 per cento di Aleppo est. Gran parte dei ribelli e gruppi jihadisti si sarebbero arresi, defluendo attraverso i corridoi organizzati dai militari. L’offensiva dell’esercito di Assad è entrata nel vivo lo scorso 15 novembre. Finora — stando ai calcoli delle Nazioni Unite — sono almeno 80.000 i civili fuggiti dai quartieri orientali della città, trovando rifugio o nei quartieri occidentali o nei campi allestiti dalle Nazioni Unite. I combattimenti proseguono ormai solo in poche zone. Ieri un colonnello delle forze armate russe, Ruslan Galitskiy, è morto per le ferite riportate «in un attacco di artiglieria dei miliziani dell’opposizione contro uno dei quartieri di Aleppo ovest» come ha riferito il ministero della Difesa di Mosca, precisando che l’alto ufficiale è deceduto in ospedale. Secondo il ministero della Difesa russo, Galitskiy faceva parte di un gruppo di consiglieri militari russi inviato in Siria. Sul piano politico, non riescono a partire i negoziati per una tregua, dal momento che Damasco intende concedere una tregua solo se i ribelli accetteranno di ritirarsi. Richiesta respinta e definita «inaccettabile» da Yasser Al Youssef leader della formazione ribelle più forte in ciò che resta di Aleppo est, ovvero Nureddin Al Zinki.

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26 maggio 2019

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