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Asia Bibi
definitivamente assolta

· ​Sentenza della Corte suprema di Islamabad ·

Militari pachistani di fronte alla sede della Corte suprema a Islamabad (Epa)

Finisce l’incubo per Asia Bibi. La Corte suprema del Pakistan — riferisce il sito del quotidiano pakistano «Dawn» — ha infatti confermato oggi l’assoluzione per la donna cristiana condannata a morte per blasfemia nel 2010, poi assolta e rilasciata lo scorso ottobre. Ora Asia Bibi può lasciare il paese. Da ottobre scorso, la donna, minacciata ripetutamente di morte da estremisti, vive in un luogo segreto. Più volte, colpi di arma da fuoco sono stati sparati contro l’abitazione dove vivono due sue figlie. Le ragazze hanno ottenuto l’asilo in Canada, mentre l’avvocato, Saif ul Malook, anche lui fuggito all’estero dopo diverse minacce, è rientrato in Pakistan nei giorni scorsi proprio per prendere parte all’udienza odierna alla Corte suprema sulla richiesta di revisione dell’assoluzione. Udienza avvenuta tra strette misure di sicurezza. Oltre alla polizia in assetto antisommossa, sono infatti state schierate truppe paramilitari per contrastare possibili incidenti di piazza. Secondo Asif Saeed Khosa, presidente dei tre giudici chiamati a rivedere il caso, il firmatario del ricorso sull’assoluzione «non è stato in grado di individuare alcun errore nel verdetto della Corte suprema che ha assolto Asia Bibi» dal reato di blasfemia.

Durante l’udienza di oggi, l’avvocato Ghulam Ikram, legale del firmatario del ricorso, Qari Muhammad Salaam (che aveva denunciato Asia Bibi nel 2009), imam di una moschea del villaggio di Nankana Sahib, ha chiesto che a giudicare la richiesta fosse un tribunale più ampio, che includesse anche religiosi islamici e ulema. Dura la risposta del presidente Khosa. «Il verdetto è stato emesso sulla base di testimonianze. Secondo l’Islam una persona dovrebbe essere punita anche se non è stata giudicata colpevole? Ci dimostri cosa c’è di sbagliato nel verdetto», ha precisato.

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21 luglio 2019

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