Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Arte sotto processo

· ​Un dibattito ospitato dai più importanti musei del mondo ·

Per iniziativa di Anna Somers Cocks, responsabile di «The Art Newspaper» e di Umberto Allemandi editore di «Il Giornale dell’Arte», la domanda è stata posta a ristrette élites di intellettuali e di professionisti, in alcuni dei più grandi musei del mondo, riscuotendo ovunque vasta attenzione di pubblico e di critica. Il «What is art for?» è stato protagonista di giornate memorabili fra l’ottobre del 2015 e il maggio di quest’anno, al British di Londra, all’Ermitage di San Pietroburgo, al Moma di New York. Nel pomeriggio del 6 ottobre prossimo il luogo ospitante sarà la Sala di Raffaello della Pinacoteca Vaticana, il luogo più eminente dei Musei del Papa. Ma come funzionano, cosa sono le giornate del «What is art for?». 

Raffaello,  «Ritratto di Leone x con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi» (1518)

Sono organizzate come un vero e proprio processo. L’imputato è l’arte, l’arte dei nostri giorni, naturalmente. Qual è la sua funzione sociale? Cosa dice alle donne e agli uomini di oggi? Riesce ancora l’arte contemporanea a emozionare, a coinvolgere, a stupire, soprattutto a persuadere? In definitiva — questa è la domanda delle domande — serve ancora fare arte, collezionare arte, discutere di arte sotto il cielo della modernità?
Come in ogni processo ci sono dei testimoni che parleranno da diverse angolature critiche e professionali in favore dell’arte e ci sarà un giudice che orienterà e vigilerà il dibattito e che emetterà, alla fine, il suo verdetto.
Gli ospiti chiamati a testimoniare non devono essere professionisti dell’arte (galleristi o direttori di museo) ma uomini e donne che guardano all’arte da punti di vista per così dire “laici”. Nel caso della giornata vaticana gli ospiti invitati sono Carlo Mayer, industriale e musicologo, Carlo Ossola, filologo del Collège de France, Paola Santarelli, imprenditrice e collezionista, Gian Antonio Stella, giornalista. Svolgerà il ruolo di pubblico ministero il magistrato Francesco Messineo. Per quei committenti, per Papa Leone e per il cardinale Giuliano de’ Medici, l’arte era stupore ed emozione, era rendere visibile la storia, il miracolo, il prodigio, era piacere dei sensi, era ammirazione per le risorse del mestiere che riescono a rendere il tessuto mimetico della pittura e il tramonto d’estate dietro il monte Tabor della Trasfigurazione, più vero di qualsiasi tramonto che a occhi umani nella vita sia dato di vedere. A cosa serve l’arte Leone X e Giuliano de’ Medici lo sapevano, come lo sapeva Raffaello. Oggi questa certezza non c’è più.
È impresa difficile, paziente, delicata, ma a chi crede che l’arte non è affatto morta e può ancora consegnare alle donne e agli uomini di oggi emozioni vere e vera bellezza, gli incontri felici non potranno mancare.

di Antonio Paolucci

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE