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​Arte dell’incontro

Quarantotto richiedenti asilo venuti dall’Africa, cristiani e musulmani, tra cui due giovane mamme con i loro bambini, hanno voluto testimoniare a Papa Francesco che «accoglienza e integrazione sono possibili se si è disposti a praticare l’arte dell’incontro, a guardarsi negli occhi per conoscersi meglio come persone, trovando anche un sostegno nei valori autentici delle religioni». Il gruppo, che ha donato al Pontefice una croce di legno con scolpite mani intrecciate, «è una rappresentanza dei mille immigrati accolti dalla cooperativa Nova facility nelle ex caserme Serena di Treviso e Zanusso di Oderzo e nell’ex hotel Winkler di Vittorio Veneto» spiega il presidente Gian Lorenzo Marinese, rimarcando la collaborazione con le parrocchie. «L’incontro con Francesco — afferma — è un messaggio di speranza per quanti vivono situazioni disperate», vittime di criminali senza scrupoli.

E proprio «la lotta contro il traffico di esseri umani nel Mediterraneo» è l’obiettivo dei marinai spagnoli della nave Cantabria, impegnati nell’operazione internazionale Sophia. «Cerchiamo di proteggere le persone che dall’Africa tentano di raggiungere l’Europa — hanno spiegato al Papa — evitando di farle morire in mare nelle precarie traversate sui barconi». Domenica scorsa la Cantabria ha ormeggiato a Salerno portando «i corpi senza vita di ventisei donne nigeriane e facendo sbarcare quattrocento migranti soccorsi in quattro diverse operazioni».

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18 novembre 2019

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