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Arte della vita
e coscienza di sé

· Cultura ·

Cesare Ripa, «Prudenza», in “Iconologia” (Roma, 1603)

L’invenzione dell’immagine della Prudenza nell’estetica di Cesare Ripa rappresenta una donna con due volti nell’atto di specchiarsi. Uno dei due volti si riflette nello specchio e la donna tiene una serpe avvolta intorno a un braccio. Nell’Iconologia del Ripa questi simboli alludono ambiguamente alla prudenza, che si rivela alla fine come sapienza di vita.

La prudenza secondo Aristotele è un abito che contribuisce a guidare l’uomo lungo la via del bene e gli consente di perseguire il fine di una vita felice, anche dopo il pellegrinaggio terreno. Nella Grande Etica il Filosofo riconosce la felicità come il fine ultimo dell’esistenza e di tutte le azioni umane. Così, nell’estetica del Ripa lo specchio è il simbolo di un attributo della prudenza, che impone la conoscenza di se stessi come condizione preliminare per regolare le proprie azioni e conoscere le proprie potenzialità e i propri limiti attraverso un discernimento. I simboli dell’iconografia di Ripa sono gli stessi “specchi visivi” in uso nelle immagini pubblicitarie di oggi e che si ritrovano anche nella abitudine di giovani e meno giovani di tatuare parti del proprio corpo.

l’attrice Angelina Jolie

Il corpo diventa uno specchio in cui la persona riflette se stessa e nell’autoriflessione esprime nei simboli “inscritti” la propria interiorità e la propria appartenenza a un gruppo sociale. Il tatuaggio è diventato un criterio di appartenenza nel mondo profano e, anche in contesti diversi dalla sfera profana, è segno di condivisione. I cristiani copti, ad esempio, sono orgogliosi di portare nel proprio corpo simboli e immagini della propria appartenenza religiosa.

Ancora oggi i credenti vogliono esprimere la propria fede attraverso i segni. La chiesa di San Paolo nel porto di Amburgo regala ai fedeli un “tatuaggio di fede” lavabile: una croce, un cuore e un’ancora, simboli della fede, della carità e della speranza.

La virtù come approccio scientifico per discernere i problemi del mondo, come insegnano le parole di Papa Francesco, è un invito ad “accogliere con prudenza”.

di Yvonne Dohna

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18 settembre 2019

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