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Arrivò Ruggero ma l'isola aveva già la sua Signora

· Il cristianesimo a Malta tra il VI e il XVI secolo ·

Come si evince dagli scavi effettuati nella parte meridionale dell'isola di Malta , a Tas-Silg il famosissimo tempio di Era, poi di Giunone, immortalato da Cicerone nella sua quarta orazione Verrina, era ancora attivo nel quarto secolo dopo Cristo. La sua importanza pagana cominciò a scemare solo verso gli ultimi decenni di quel secolo. Il sito poi fu parzialmente adattato a luogo di culto paleocristiano con un battistero adiacente. Fino al periodo teodosiano, in tutto il mondo romano, i templi pagani insieme con la società aristocratica e le aree rurali furono due delle ultime roccaforti che si opponevano alla diffusione del cristianesimo. Malta, nonostante le sue piccole dimensioni, non faceva eccezione a questa situazione prevalente. Tuttavia, il cristianesimo aveva già attecchito ovunque come attestano i numerosi siti di sepoltura cristiana.

Un po' di tempo dopo, probabilmente verso la fine del vi secolo la vita monastica si inserì in questo complesso. Ciò può essere derivato da un intervento diretto di Papa Gregorio Magno che nominando un nuovo vescovo per Malta, lo esortò a portare con sé dalla Sicilia monaci che avrebbero potuto aiutarlo durante la sua permanenza. I summenzionati scavi a Tas-Silg hanno fornito la prova definitiva della presenza monastica sull'isola. Scavi precedenti al di fuori dell'antica città romana di Melite, ora Mdina, a Tad-Dejr, avevano indicato sviluppi simili.

Uno studio accurato di un certo numero di frammenti di vasi trovati a Tas-Silg può, infine, fornire ulteriori informazioni e prove sulla vita monastica attiva in quell'ambiente dal vi secolo in poi.

Alcuni hanno ipotizzato che il cristianesimo a Malta cessò di esistere dopo la conquista di queste isole da parte dei musulmani nell'870. In effetti, prove storiche hanno mostrato che da allora il Papa cessò di nominare vescovi per la provincia siciliana, inclusa Malta. L'ultimo vescovo menzionato fu fatto prigioniero dai musulmani. L'Imperatore Leone l'Isaurico, in seguito alla frattura causata dalla controversia con il papato sull'iconoclastia, nel 730 privò quest'ultimo della giurisdizione su vasti territori occidentali, che inserì nella giurisdizione ecclesiastica del patriarca di Costantinopoli e in parte nell'impero bizantino.

Questi territori includevano la Sicilia e le isole maltesi. Dopo la conquista musulmana di Malta non vi è più alcun riferimento a vescovi di Malta nominati dal papato. Questa era anche la situazione prevalente nelle isole siciliane. I patriarchi di Costantinopoli, da parte loro, continuarono a nominare vescovi per queste diocesi, incluse le isole maltesi. Tra l'altro nelle liste dei nominati c'erano due vescovi distinti, uno per Malta e un altro per Gozo. Tuttavia, questa situazione precaria non esclude la possibilità della sopravvivenza di una comunità cristiana. Ricerche recenti hanno dimostrato che i musulmani, dopo aver saccheggiato le isole non vi si insediarono. Le abbandonarono per tornarvi soltanto due secoli dopo, all'incirca nel 1050. Nel 1090, dopo un breve periodo di quarant'anni, furono definitivamente cacciati dal conte Ruggero i d'Altavilla, che aveva ricevuto dal Papa l'incarico di liberare la provincia siciliana dal giogo musulmano, cosa in cui riuscì alcuni anni prima dell'inizio del periodo delle crociate. Il risultato di tale impresa fu che Malta fu ancor più inserita nel cristianesimo. Le prove archeologiche sembrano evidenziare che, durante i due secoli summenzionati, la popolazione cristiana sopravvissuta a Malta, utilizzava per il culto i primi luoghi cristiani di sepoltura, in particolare quelli oggi denominati catacombe di san Paolo. In effetti, furono apportate importanti modifiche strutturali all'interno per adattarli al culto della comunità cristiana. In quella fase potrebbe essere stato murato l'ingresso principale e creato un nuovo accesso. Ciò potrebbe anche far supporre che la comunità cristiana subisse una qualche forma di coercizione in quanto non libera di praticare il culto. Ciononostante questo indica la sua continuità anche se in circostanze difficili. Inoltre, anche uno studio delle rappresentazioni precedenti della Madonna a Malta, punta in questa direzione. Vi è un immagine che si trova nel santuario troglodita di Mellieha. Il suo studio accurato ha permesso a chi scrive di arrivare a conclusioni molto importanti e di decifrare e a stabilire la cronologia epigrafica di certe lettere inserite in tale immagine. La tradizione del XVI secolo, seguita da innumerevoli storici, affermava che Madonna significa «madre di Dio» scritto nel greco tipico di tutte le icone greche. Dopo il restauro di questo dipinto negli anni settanta, si è accertato che i caratteri del suddetto titolo non sono affatto greci, ma appartengono alla scrittura carolina. Quest'analisi, infatti, ha fatto nascere ipotesi molto importanti. Oltre a evidenziare una tradizione culturale differente, ha dato la cronologia esatta di questo dipinto. Infatti la scrittura carolina appartiene a un periodo preciso, ovvero dalla fine dell'ottavo secolo fino alla fine dell'undicesimo. Di recente, questa conclusione ha trovato il sostegno di un'autorità dell'iconografia cristiana come Adolf Nokolaevich Ovchinnikov, già rettore dello Grabar Institute of Icon Art a Mosca, un esperto di iconografia orientale cristiana. Analizzando il dipinto da un punto di vista iconografico, egli ha fissato la data dell'esecuzione per il decimo secolo il che attesta che il culto cristiano era sopravvissuto anche in una località piuttosto lontana dal centro principale dell'isola durante il periodo musulmano.

Dopo la conquista normanna dell'isola, l'organizzazione della Chiesa a Malta, in gran misura, era identica al modello prevalente in Sicilia. Il capitolo della cattedrale è già documentato durante il XIII secolo. Questa entità era il cardine della vita ecclesiastica. Era pratica ordinaria concedere il vescovado locale a stranieri. Difficilmente i vescovi risiedevano nella loro diocesi. Questo infatti era normale ovunque nel medioevo. Il sistema parrocchiale esisteva già. A questo proposito esistono documenti del primo decennio del XV secolo che attestano chiaramente che era stato introdotto molto prima. Già nel 1436 esistevano non meno di dodici prebende parrocchiali in tutta Malta.

La concessione a feudo delle isole di Malta all'ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel 1530, aprì nuovi orizzonti. L'ordine religioso militare era un'organizzazione cattolica interamente dedicata alla difesa dell'ideale cristiano anche attraverso la forza delle armi — manu armata . L'aspetto religioso consisteva nelle opere di misericordia, in particolare verso i malati. Era stato fondato a Gerusalemme per accudire i pellegrini malati in visita nei luoghi santi nel 1099. Per tre secoli Malta fu governata da questo ordine come stato teocratico. Di conseguenza, diviene un importante baluardo a difesa del fianco meridionale dell'Europa cristiana, in particolare contro l'infiltrazione di forze islamiche provenienti da vari paesi del bacino del Mediterrano. Già nel XV secolo Malta e Gozo avevano, di fatto, subito diversi massacri da quelle forze, che, però, si erano considerevolmente intensificati con l'arrivo dell'ordine di san Giovanni. Nel 1551, Gozo fu completamente saccheggiata e la maggior parte della sua popolazione fu resa schiava negli stati barbareschi e a Costantinopoli stessa. Anche gli archivi furono presi e portati a Costantinopoli. Malta, quello stesso anno, subì un attacco simile, ma le fu risparmiata la tragedia di Gozo. Periodiche schermaglie erano tipiche forme di rappresaglia per gli attacchi compiuti dai vascelli maltesi, in particolare lungo la costa nordafricana. Il peggio però doveva ancora venire. Il Grande Assedio di Malta, nel 1565, fu un massiccio attacco teso a cancellare la presenza cristiana dal territorio. Se allora Malta avesse perso, molto probabilmente la storia europea avrebbe preso altre direzioni. Papa Pio v si rese pienamente conto dell'importanza vitale raggiunta grazie alla vittoria ottenuta da Malta dopo l'assedio. Immediatamente dopo aiutò e promosse le difese dell'isola permettendole di proseguire la sua missione di fortezza impenetrabile a difesa dell'Europa cristiana.

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