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Arretrano i jihadisti
ad Aleppo e Mosul

· Putin ed Erdogan d’accordo nel continuare il dialogo sulla crisi siriana ·

Spianata la strada con una serie di bombardamenti aerei e di artiglieria ancora più massicci del solito, le forze lealiste hanno continuato anche ieri ad avanzare nella parte orientale di Aleppo, tuttora controllata dai ribelli: secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione dell’opposizione non radicale in esilio con sede a Londra, l’esercito di Damasco ha ormai occupato il 60 per cento dello strategico quartiere di Masaken Hanano, dove era riuscito a penetrare per la prima volta lunedì scorso.

Si tratta dell’area più vasta nel settore est della città: se ne fosse completata la conquista, quest’ultimo sarebbe tagliato in due e gli insorti attestati sull’uno e sull’altro versante non potrebbero più comunicare. Sempre stando all’Osservatorio, in pochi giorni nell’ex capitale economica della Siria hanno perso la vita non meno di 190 civili. Il governo di Damasco continua a ripetere che tanto la popolazione quanto i combattenti nemici pronti ad arrendersi sono liberi di attraversare il fronte e riparare a ovest, e accusa gli avversari di impedirlo per potersi servire degli abitanti come di scudi umani.

Dal canto suo l’Ochoa, l’Ufficio dell’Onu per il coordinamento degli affari umanitari, rende noto di avere pronto un piano per far affluire aiuti di emergenza nelle zone assediate, e per evacuarne malati e feriti, piano al quale le diverse fazioni insurrezionali avrebbero già accordato il proprio assenso. Anche sul fronte iracheno le forze speciali antiterrorismo di Baghdad hanno dato l’assalto a tre nuovi quartieri nell’est di Mosul, da dove cercano di aprirsi lentamente la strada verso il centro della città nelle mani del cosiddetto stato islamico (Is), in combattimenti resi difficili dalla presenza di molti civili. «Le forze antiterrorismo hanno attaccato i quartieri di Masaref, Al Qahira e Amin», ha sottolineato il generale Sami Al Aridhi.

In una nota diffusa dal comando delle operazioni congiunte, si afferma che nelle ultime 24 ore sono stati 49 i jihadisti uccisi nei combattimenti sui vari fronti intorno alla città. L’offensiva delle forze governative e dei miliziani curdi ha portato finora alla riconquista di alcuni quartieri dell’estrema periferia orientale di Mosul e all’accerchiamento della città anche da sud e da nord, mentre una sessantina di chilometri a ovest le milizie lealiste stanno cercando di strappare all’Is la cittadina di Tal Afar.

E, intanto, i presidenti di Russia e Turchia, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, hanno discusso della «crisi siriana» in una conversazione telefonica «su iniziativa della parte turca»: lo ha riferito ieri sera il Cremlino, secondo cui Putin ed Erdogan si sono «detti d’accordo in particolare per continuare il dialogo attivo tra i ministeri degli esteri e della difesa e tra i servizi segreti di Russia e Turchia mirato ad assicurare il coordinamento degli sforzi nella lotta al terrorismo internazionale».

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