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Arresti per la strage di Istanbul

· La polizia turca intensifica le azioni antiterrorismo ·

A quasi 48 ore dall’attacco suicida nel centro storico di Istanbul, che ha ucciso dieci turisti stranieri e ferito quindici persone, cinque persone sono state fermate dalla polizia turca: sarebbero tutte collegate all'attacco di martedì. 

Agenti sul luogo  dell’attentato a Istanbul (Afp)

A dare notizia del primo arresto è stato il ministro dell’Interno di Ankara, Efkan Âlâ, mentre il primo ministro, Ahmet Davutoğlu, ha annunciato il fermo di altre quattro persone sempre nell’ambito delle indagini sull’attacco. Avrebbero tutti legami con il cosiddetto Stato islamico (Is). Tuttavia, molti particolari non sono chiari e risulta ancora difficile avere un quadro completo della vicenda: lo stesso premier ha parlato di «attori segreti dietro l’attacco» (riferimento che la stampa ha interpretato come un atto di accusa al regime siriano e al suo leader: il presidente Assad). Questi «attori segreti» avrebbero usato i jihadisti dell’Is come strumento per colpire Ankara. Intanto si apprende che il kamikaze, Nabil Fadli, ventisettenne siriano nato in Arabia Saudita, era entrato in Turchia dalla Siria «come un normale migrante» e poi aveva chiesto asilo il 5 gennaio scorso, una settimana prima dell’attacco.

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17 settembre 2019

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