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Armonia e collaborazione

· l contributo della Chiesa cattolica in Pakistan ·

È stato un incontro cordiale, proficuo e di buon auspicio per il futuro del Paese. Un’occasione per gettare le basi per accrescere la convivenza e l’armonia tra le minoranze etniche e religiose. Questo, in estrema sintesi, l’esito dell’incontro avvenuto, pochi giorni fa a Islamabad, tra una rappresentanza dei vescovi pachistani e il primo ministro Imran Khan. Numerosi problemi affrontati, ma particolare attenzione è stata puntata sulle questioni e sulle preoccupazioni che riguardano i cristiani in Pakistan.

«A nome della Conferenza episcopale e delle sette diocesi cattoliche (Karachi, Hyderabad, Multan, Faisalabad, Lahore, Islamabad-Rawalpindi e Quetta) — ha sottolineato monsignor Benny Mario Travas, vescovo di Multan, e segretario generale dell’episcopato — abbiamo offerto un contributo per la costruzione dei principali bacini idrici in Pakistan».

I presuli hanno incontrato il primo ministro Khan nel suo ufficio a Islamabad grazie all’interessamento di Jamshed Thomas, membro cristiano del Parlamento federale. Erano presenti anche l’arcivescovo di Lahore, monsignor Sebastian Francis Shaw e monsignor Indrias Rehmat, vescovo di Faisalabad. Il premier Khan ha accolto con favore la delegazione cattolica e ha apprezzato le buone opere della Chiesa nello sviluppo del Pakistan. Il premier, rispondendo alle questioni sollevate dai vescovi, ha ribadito l’impegno del governo a compiere ogni sforzo possibile per affrontare le sfide che vivono le comunità delle fedi minoritarie nel Paese.

Da sempre la Chiesa è impegnata a lavorare per creare in tutti la consapevolezza che l’armonia e la pace sono un bene comune e una priorità per l’intera nazione. In particolare, nelle scuole cattoliche pachistane è stato avviato un progetto per abbattere le barriere ideologiche al fine di costruire un futuro fatto di pace, giustizia, tolleranza, rispetto dell’inalienabile dignità di ogni essere umano, senza distinzione di etnia, religione, classe sociale. L’arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi e presidente della Conferenza episcopale, monsignor Joseph Arshad — riferisce l'agenzia Fides — ha consegnato al primo ministro un assegno di 5.650.000 rupie pachistane (circa 32.470 euro) come fondi da utilizzare per i bacini idrici di Diamer-Bhasha e Mahmand. I vescovi avevano deciso a novembre 2018 di raccogliere fondi per sostenere l’iniziativa lanciata dall’allora presidente della Corte Suprema del Pakistan, Mian Saqib Nisar. Questi aveva istituito un fondo specifico destinato alle due dighe di Diamer-Basha e Mahmand. L’iniziativa era stata sostenuta da Imran Khan che, dopo essere diventato primo ministro del Pakistan, ha proseguito nell’impegno per la realizzazione di questi due grandi bacini idrici importanti per il Paese.

Pronta la risposta della Chiesa che con una serie di iniziative ha cercato di coinvolgere la comunità cristiana. «Come vescovi di tutte le diocesi abbiamo scritto lettere ai fedeli chiedendo di raccogliere fondi per aiutare il governo del Pakistan in questa iniziativa di costruzione di riserve idriche. Abbiamo offerto quanto viene dalle generosità dei fedeli. Vediamo ogni anno — ha dichiarato monsignor Samson Shukardin, vescovo di Hyderabad in Pakistan — aumentare gli effetti del cambiamento climatico e del forte calore durante l’estate. Soffriamo di carenza d’acqua e di altre crisi collegate. Noi vescovi — ha aggiunto il presule — abbiamo sentito il bisogno di sostenere questa causa e abbiamo preso l’iniziativa per incoraggiare i nostri sacerdoti e fedeli a contribuire generosamente. La Chiesa cattolica è già al servizio del Paese fornendo istruzione e assistenza sanitaria di qualità attraverso college, istituti scolastici, ospedali, opere sociali. Negli ultimi anni, stiamo contribuendo anche per la tutela dell’ambiente, per combattere il riscaldamento globale, per far crescere la consapevolezza nel nostro popolo di usare responsabilmente l’acqua e di risparmiarla».

Infine, il vescovo ha ricordato il sostegno di tutte le diocesi alla crescita del Paese. Ogni diocesi — ha concluso — lavora per proteggere l’ambiente, in collaborazione con gli uffici governativi nei rispettivi territori. In tutto il Pakistan abbiamo contribuito a piantare oltre 10 milioni di alberi attraverso la Caritas Pakistan». Anche in questo ambito, la Chiesa cattolica in Pakistan si pone a fianco del governo e delle istituzioni per costruire il bene comune della nazione.

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22 agosto 2019

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