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Aria d’oro
tra l’Umbria e le Marche

· A Fabriano una magnifica esposizione ·

Francescuccio Ghissi«Madonna dell’Umiltà» (XIV secolo)

L’Umbria e le Marche hanno salutato insieme l’apertura a Fabriano della mostra «Da Giotto a Gentile, pittura e scultura a Fabriano fra Due e Trecento» realizzata a cura di Vittorio Sgarbi. Si tratta di una esposizione magnifica che resterà aperta sino a tutto novembre prossimo e che non si limita solo alla ricerca di un filo, di un percorso tardomedievale e protorinascimentale, come dichiarato nel titolo. Una intera corrente viene illustrata da Giotto sin oltre Gentile da FabrianoLa continuità è tale, le interrelazioni così serrate ed evidenti, che si potrebbe scegliere perfino di percorrere il cammino a ritroso rispetto alla sua genesi (che è poi l’unico percorso oggi possibile, retrospettivo) per risalire alle fonti. Per giungere dall’oggi, attraverso il Rinascimento, sino a quei secoli felicissimi che raffigurano le idee e gli stati d’animo, dando loro la precedenza sulla realtà: un mondo per lo più invisibile di sentimenti, ai quali ci si può affacciare risalendo dal primo Quattrocento sino al tardo Duecento, sino al San Francesco attribuito a Cimabue che nel loggiato al primo piano del chiostro attende di accompagnare il visitatore quasi fosse un dantesco Virgilio. Sorprende innanzi tutto un aspetto non dichiarato, ma di tutta evidenza: tra pitture murali, dipinti su tavole, sculture, si tratta solo e unicamente di una straordinaria rassegna di arte sacra. In occasione dell’inaugurazione è stato detto, che qui si respira un’aria d’oro. E non nel senso della ricchezza del possedere o del ricavare, ma rispetto a quella vera e perenne che si risolve nel saper ricevere con gratitudine e quindi nel dare, nel ricambiare, nell’offrire.

Francesco Scoppola

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25 maggio 2019

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