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Architetti di pace

· Il sostituto della Segreteria di Stato in Burkina Faso per l’inaugurazione della nuova sede della nunziatura ·

«Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori»: con una citazione del Salmo 126 il sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, ha introdotto venerdì 30 gennaio il suo discorso per l’inaugurazione della nuova sede della nunziatura apostolica a Ouagadougou, in Burkina Faso. Un progetto architettonico che è espressione di un rapporto sempre più saldo del Paese con la Santa Sede e con la Chiesa locale.

All’inaugurazione della nuova sede della nunziatura erano presenti il cardinale Philippe Nakellentuba Ouédraogo e l’intero episcopato locale, con il presidente della Conferenza, l’arcivescovo Paul Yembuado Ouédraogo. «Sappiamo tutti — ha detto il sostituto — che questa nazione ha appena iniziato una nuova svolta nella sua evoluzione socio-politica» e, nel rispetto delle identità e delle autonomie, Santa Sede, Chiesa e autorità pubbliche «continuano a cooperare e lavorare insieme per costruire una società che garantisca il bene comune, la dignità della persona umana e la promozione della pace».

L'arcivescovo Becciu ha anche ringraziato il nunzio apostolico Vito Rallo, alla cui iniziativa si deve la realizzazione della nuova sede.

Per l’ultimo giorno della sua visita in Burkina Faso, il sostituto si è allontanato di una quindicina di chilometri dalla capitale e si è recato al santuario di Nostra Signora di Yagma nel quale, proprio il 1° febbraio, si è svolto il pellegrinaggio nazionale. Qui ha assistito a una vera e propria esplosione di fede gioiosa, con una folla di quasi mezzo milione di persone che per circa tre ore hanno espresso la loro devozione alla Vergine con canti e danze.

La messa solenne è stata concelebrata da tutti i vescovi, compresi il cardinale arcivescovo di Ouagodougou e il vescovo di Niamey. Era presente anche il presidente del Burkina Faso, Michel Kafando. Nell’omelia l’arcivescovo Becciu, richiamando un tema caro a Papa Francesco, quello della fraternità, ha riconosciuto ai cristiani burkinabei il «ruolo vitale» che svolgono «nella costruzione della società di domani» e li ha invitati a «essere artefici di riconciliazione, giustizia e pace».

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