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Arabia Saudita
nel mirino

· Attentatore suicida si fa esplodere davanti alla moschea di Medina ·

L’Arabia Saudita ancora nel mirino dei terroristi. Dopo l’attacco davanti al consolato statunitense di Gedda, un attentatore suicida si è fatto esplodere ieri sera nei pressi della moschea del profeta Maometto, a Medina. La potente deflagrazione — hanno reso noto fonti del ministero dell’Interno di Riad — ha ucciso quattro guardie della sicurezza. Altri 5 agenti sono rimasti feriti.

Il luogo di uno degli attentati suicidi  che hanno colpito Medina (Reuters)

L’esplosione è avvenuta in un parcheggio del complesso che fa da contorno alla moschea, uno dei luoghi più sacri dell’islam. L’azione — che non è stata ancora rivendicata — è coincisa con uno dei momenti di maggiore affollamento del sito, dove erano affluite decine di migliaia di persone per le celebrazioni della fine del ramadan. Secondo quanto si apprende, l’attentatore suicida era in procinto di entrare nella moschea, ma è stato bloccato da una guardia. «Le forze di sicurezza — ha confermato il generale Mansour Al Turki, portavoce del ministero degli Interni di Riad — sono state insospettite da un uomo che si dirigeva verso la moschea del profeta attraverso il parcheggio per i visitatori. Quando hanno tentato di fermarlo, l’uomo ha azionato la cintura esplosiva che aveva indosso. Quattro agenti di sicurezza sono stati uccisi e altri cinque feriti». Poco dopo altri due attentati con le stesse modalità sono stati perpetrati nelle vicinanze di moschee sciite sempre a Gedda, sulla costa occidentale, e a Qatif, capoluogo della regione a maggioranza sciita nell’est del Paese. Già nel maggio del 2015 un’azione suicida sempre presso una moschea sciita a Qatif provocò oltre venti morti. L’attacco venne rivendicato dai miliziani fondamentalisti del cosiddetto Stato islamico.

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