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​Aprite gli occhi
prima di piangere i morti

· I vescovi del Paraguay dopo l’uccisione di un attivista indigeno ·

Basta con la violenza, con il profitto a danno dei più deboli, con l’indifferenza verso popolazioni che hanno diritto a esistere. La Chiesa in Paraguay interviene sulla questione indigena all’indomani del grave episodio di violenza che ha condotto all’uccisione di un giovane attivista indigeno nel pieno centro della capitale, dove da tempo esponenti delle tribù sono accampati per protestare contro la violazione sistematica dei loro diritti.

L’episcopato, attraverso un comunicato diffuso nei giorni scorsi, chiede anzitutto una maggiore assunzione di responsabilità delle istituzioni in termini di sicurezza e di giustizia sociale. L’omicidio dell’attivista ha suscitato sgomento e commozione in tutto il Paese, anche perché, come accennato, è stato compiuto in Plaza de Armas, una delle zone centrali della capitale Asunción. Il leader indigeno, Francisco López, 28 anni, è stato colpito con un’arma da fuoco nei pressi dell’accampamento. I vescovi parlano di «un violento attacco di assassini senza pietà», mentre «alla famiglia e agli amici di Francisco López, alla comunità indigena del Paraguay» assicurano «sostegno e la nostra vicinanza spirituale, in questo momento difficile».

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