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Appello per lo Yemen

· Ban Ki-moon chiede un cessate il fuoco ·

A tre settimane dall’inizio dell’intervento aereo nello Yemen da parte della coalizione sunnita, guidata dall’Arabia Saudita, contro i ribelli sciiti huthi che dopo la conquista della capitale San’a stanno avanzando verso il sud del Paese, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha lanciato il suo primo appello «per un immediato cessate il fuoco». Ban Ki-moon ha anche chiesto «l’apertura di corridoi per il passaggio degli aiuti necessari a salvare vite umane» e che «si passi a una vera pace».

Un edificio nella città nordoccidentale di Saada distrutto dai bombardamenti (Reuters)

«Lo Yemen è in fiamme», ha dichiarato il segretario generale del Palazzo di Vetro intervenendo a una cena del National Press Club a Washington, a margine della riunione del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Ban Ki-moon ha spiegato che i sauditi alla guida della coalizione di dieci Paesi sunniti gli «hanno assicurato di aver capito che ci deve essere un processo politico». «Chiedo a tutti gli yemeniti, di parteciparvi in buona fede», ha aggiunto. La crisi yemenita sembra però sfuggita di mano: ieri si è dimesso l’inviato speciale dell’Onu, il diplomatico marocchino Jamal Benomar, al lavoro dall’agosto 2012. Nel suo intervento Ban Ki-moon si è impegnato a trovare un successore da «schierare immediatamente» nella regione. È circolato il nome del mauritano Ould Cheikh Ahmed, attuale inviato delle nazioni Unite per la lotta contro l’ebola. Dal canto suo, il vicepresidente yemenita, Khaled Bahah, è sceso in campo in difesa dell’inviato dell’Onu dimissionario, che ha lasciato l’incarico dopo essere stato accusato di responsabilità nel fallimento del dialogo tra i partiti yemeniti. Fallimento che ha provocato il conflitto armato in corso.

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