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Appello di Ban Ki-moon per il disarmo atomico

· Alla conferenza di revisione del Tnp l'Iran chiede il ritiro delle armi dal continente europeo ·

Il trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) deve essere sottoscritto il prima possibile dai Paesi che non lo hanno ancora fatto, con l’obiettivo di eliminare tutte le armi atomiche. Lo ha detto ieri il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nel corso del suo intervento di apertura alla conferenza per la revisione del Tnp. Pur senza nominarli direttamente, Ban Ki-moon ha lanciato un appello a Israele, India, Pakistan e Corea del Nord, che non hanno aderito al trattato di non proliferazione.

«Fateci essere chiari — ha sottolineato il segretario generale dell'Onu nel discorso al Palazzo di Vetro — il compito di chiarire dubbi e preoccupazioni sul programma nucleare spetta all’Iran». Ban ha «incoraggiato Teheran ad accettare la proposta dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea)» di trasferire il materiale nucleare iraniano all’estero, in modo da dimostrare che il suo uso sarà soltanto pacifico. Rivolgendosi al presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, il segretario generale dell'Onu ha affermato che bisogna «impegnarsi in maniera costruttiva» con la comunità internazionale. L’Iran, ha continuato Ban Ki-moon «deve seguire pienamente le risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu e cooperare pienamente con l’Aiea».

Ma nel suo intervento all'Onu Ahmadinejad ha attaccato gli Stati Uniti e i loro alleati, sostenendo che «devono smantellare tutte le loro armi nucleari dall’Europa, comprese quelle che sono in Italia, Germania e Olanda». Le «proposte concrete» iraniane sono state giudicate dalle delegazioni occidentali — con l'immediata uscita dall'aula — delle vere e proprie provocazioni. Il presidente statunitense, Barack Obama, senza mai nominare l’Iran, ha successivamente diffuso una dichiarazione per sottolineare che «i Paesi che non onorano i loro obblighi sulla non proliferazione si troveranno meno sicuri e più isolati». E ha affidato a Hillary Clinton il tono della risposta americana a Teheran. «Quelle dell’Iran — ha detto il segretario di Stato americano intervenendo alla conferenza dell’Onu — sono accuse stanche, false e furiose. L’Iran sta facendo di tutto per distrarre l’attenzione da quelle che sono le sue responsabilità». Ma sappia che i Paesi che non saranno di parola pagheranno «a caro prezzo» il mancato rispetto del trattato di non proliferazione nucleare.

Intanto, il Pentagono, rivelando informazioni finora tenute segrete, ha reso noto che a fine settembre 2009 gli Stati Uniti avevano nei loro arsenali atomici 5.133 testate nucleari.

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