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Appello di Ban Ki-moon alla riconciliazione in Egitto

· Mentre sale la tensione dopo l’ultimatum del Governo ai sostenitori dei Fratelli musulmani ·

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, è «profondamente preoccupato» e ha rivolto questa mattina un appello ai leader egiziani, «sia quelli in posizione di potere che quelli che protestano nelle piazze», a «evitare la strada della violenza» per «impedire altre perdite di vite umane». «La principale preoccupazione del segretario generale delle Nazioni Unite — ha detto il portavoce Martin Nesirky — è che tutti i leader dell’Egitto, di tutte le parti, esercitino la loro leadership e la loro responsabilità per fare tutto il necessario per impedire la perdita di altre vite umane».

«Se evitano la strada della violenza, il segretario generale è fiducioso nel fatto che il popolo egiziano, che rappresenta una delle più grandi civiltà storiche del mondo, troverà il modo di andare avanti con successo» continua la dichiarazione diffusa dal Palazzo di Vetro. «L’Onu rimane pienamente impegnato a dare sostegno all’Egitto — ha detto ancora il portavoce — e il segretario generale è pronto a sostenere soluzioni non violente per realizzare le aspirazioni del popolo egiziano».

Ma nuovi scontri e manifestazioni scuotono l’Egitto e la situazione resta allarmante in tutto il Paese. La variegata alleanza delle forze che sostengono il deposto presidente Mohammed Mursi, Fratelli musulmani in testa, è tornata a manifestare nelle città, in particolare al Cairo dove, secondo gli organizzatori, 28 cortei sono confluiti verso le piazze Rabaa e Nahda, che sono occupate da alcune migliaia di persone accampate da settimane. Intorno ai sit-in si rafforzano le barricate e si fanno provviste di medicinali e cibo. Tutti temono che domenica, subito dopo la fine dell’Id al Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan, «succederà qualcosa di importante».  Una nuova rivoluzione, promettono i Fratelli musulmani.

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