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Appello alla coscienza dell'Europa

· Il dramma dei migranti nel libro di Benoist de Sinety ·

Citato come esempio da Papa Francesco nel corso dell’incontro con i vescovi centroamericani a Panama, il recente libro di monsignor Benoist de Sinety, dal 2016 vicario generale della diocesi di Parigi, Bisogna che delle voci si facciano sentire - Accogliere i migranti, un appello al coraggio (Parigi, Flammarion, 2018, pagine 144, euro 12) è un appello al cuore e alla coscienza dell’Europa sul problema dell’accoglienza dei migranti. Un grido d’allarme di un cittadino e di un pastore che non si rassegna a accettare che questo argomento sia trattato in modo ansiogeno e demagogico.

Chi sono io per parlare così ? Questa è la domanda che il sacerdote rivolge a se stesso nella premessa, proprio perché ritiene di non essere un “professionista dell’umanitario” ma un uomo che, come tanti altri, ha troppo a lungo cercato di sviare dalla sua colpevolezza perché da solo non poteva risolvere un problema di cui erano invece responsabili coloro che avevano scelto di dedicarsi alla carità. Un ragionamento che sembrava valido fino a un giorno memorabile del 1990, quando la sua vita di giovane sacerdote si incrocia con quella di un giovane adolescente proveniente dal centro dell’Africa che si ritrova nella sua parrocchia. Si apre allora all'improvviso davanti ai suoi occhi lo scenario agghiacciante delle difficoltà incontrate e dei drammi vissuti dai migranti.
E il ragazzo rimarrà, con il consenso di un’assistente sociale, in una camera del presbiterio, comincerà un ciclo di studi fino a lanciare, ormai adulto, la sua impresa in Francia…
In questi ultimi anni — osserva de Sinety — l’Europa, tralasciando la sua storia, ha tralasciato la Storia. Questo perché, insiste il prete, abbiamo dimenticato che la terra offre qualcosa in più di se stessa. Invece di considerarla come un luogo di rivelazione, un’icona, la stiamo oggi contemplando come un bene assoluto, al quale ci aggrappiamo per non annegare, al punto da chiudere gli occhi quando uno spettacolo ci disturba, come le decine di migliaia di morti nel Mediterraneo, i bambini sottratti alle madri dai trafficanti. Ma laddove la politica si arrende, insiste monsignor de Sinety, la società civile e nel suo ambito la Chiesa non devono rinunciare a svolgere il ruolo primordiale che a loro incombe. Utilizzando una parola di verità, innanzitutto, «un discorso sincero sull'immigrazione che non confonda i problemi nati dall’immigrazione e quelli che derivano dal fallimento delle nostre politiche di integrazione».
Ricordando poi che se la Francia e con lei l’Europa erano un tempo considerate grandi, era perché portavano in esse un messaggio di fraternità e universalità, e questo universalismo faceva del loro popolo un popolo generoso. Dove è la traccia di quel messaggio, oggi svuotato del suo contenuto dalle sirene del materialismo ? Quando la Francia e l’Europa invitano gli stranieri che arrivano sul loro suolo di aderire ai loro valori, di quali valori stiamo parlando ? A questi interrogativi, filosofici, teologici, politici e umani il libro di Benoist de Sinety offre gli spunti necessari per una riflessione proficua e profonda.

di Charles de Pechpeyrou

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15 novembre 2019

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