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Apostolo
nei lager sovietici

· ​A Karaganda la beatificazione di Władysław Bukowiński ·

Un sacerdote che ha creduto nella divina Provvidenza e ha sperato nel Signore, prendendosi cura degli uomini, andando loro incontro, pregando per loro, istruendoli e servendoli, donando loro Dio fino alla fine della propria vita terrena. 

 Questo è Władysław Bukowiński, che il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Francesco, beatifica a Karaganda, in Kazakhstan, domenica mattina 11 settembre. Bukowiński nasce il 22 dicembre 1904 a Berdyczów, in quel tempo territorio polacco e oggi ucraino. Viene ordinato sacerdote nella cattedrale di Cracovia nel 1931. Nel 1936 chiede di andare nei territori orientali della Polonia, da cui proveniva la sua famiglia. Nel 1939, dopo l’incardinazione nella diocesi di Łuck, allo scoppio della seconda guerra mondiale e dopo l’occupazione sovietica della Polonia, il vescovo lo nomina parroco della cattedrale della stessa città. Viene arrestato tre volte per la sua attività di apostolato. In totale, ha trascorso nei lager 13 anni, 5 mesi e 10 giorni. Muore a Karaganda il 3 dicembre 1974.

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