Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Apocalisse nel Borno

· ​Nello Stato nigeriano senza aiuti umanitari centinaia di migliaia di sfollati per le violenze di Boko Haram ·

È un autentico disastro umanitario quello che si sta consumando nella pressoché totale ignoranza dei media internazionali, nell’estremo nord-est della Nigeria, e precisamente nello Stato del Borno. La violenza assassina dei terroristi di Boko Haram ha colpito duramente questa zona, innescando una serie di conseguenze disastrose: migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case e vivono in condizioni di miseria totale, senza cibo né assistenza medica. Oltre 200.000 bambini sono a rischio malnutrizione. A lanciare l’allarme è l’organizzazione Medici senza frontiere che ieri, in una conferenza stampa a Parigi, ha tracciato un quadro generale del disastro. La direttrice delle operazioni dell’organizzazione, Isabelle Defourny, ha spiegato di aver toccato con mano le pessime condizioni di vita degli sfollati nel corso di una missione a Bama, a settanta chilometri dalla capitale del Borno, Maiduguri, già teatro di numerosi attacchi del gruppo jihadista. Questa zona — ha spiegato Defourny — «oggi è completamente tagliata fuori dal mondo da almeno due anni». Soltanto a Bama, tra maggio e giugno scorsi sono morte almeno duecento persone per mancanza di aiuti. La maggior parte degli sfollati vive in campi controllati dalle forze armate e possono contare solamente su aiuti esterni. Diverse organizzazioni umanitarie hanno distribuito cibo e fornito cure mediche e nutrizionali, ma questo non basta. Nel mese di giugno, un’équipe di Medici senza frontiere ha riscontrato livelli molto alti di malnutrizione e mortalità in diverse zone, accessibili soltanto sotto scorta armata. «Le agenzie umanitarie devono mettere in campo una massiccia operazione di soccorso per rispondere a questa catastrofe sanitaria» ha detto Defourny. Un appello cui si è unito anche l’Unicef, che stima in almeno due milioni le persone in Nigeria colpite dalle violenze di Boko Haram.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

14 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE