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Apertura di Erdoğan sulla Siria

· Il presidente turco pronto a dialogare con Al Assad ·

La Turchia lascia la «porta aperta» all’avvio di un dialogo con il presidente siriano Bashar Al Assad. Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan. «Le porte della politica sono aperte fino all’ultimo momento», ha detto Erdoğan sull’aereo di ritorno dal vertice sulla crisi siriana tra Turchia, Russia e Iran che si è svolto nella città russa di Sochi.

Dall’inizio della guerra in Siria, Erdoğan è sempre stato riluttante a qualsiasi tipo di contatto con Damasco, ritenendo che Al Assad non avesse un posto nel futuro del paese. Le sue ultime affermazioni potrebbero rappresentare un cambiamento di rotta nella politica di Ankara. Il leader turco, in particolare, non ha escluso la possibilità di cooperare con il regime contro i miliziani curdi delle unità di protezione del popolo, considerati da Ankara un’organizzazione terroristica. «Il problema della Turchia — ha chiarito — è con le organizzazioni terroristiche, non con i curdi».

La crisi siriana è stato anche il principale argomento affrontato durante un colloquio telefonico tra lo stesso Erdoğan e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo fonti di stampa, durante la conversazione si sarebbe parlato degli ultimi sviluppi in Siria seguiti alla riunione di Sochi.

Intanto Pechino ha annunciato il proprio sostegno a Damasco per la ricostruzione postbellica. Lo ha reso noto il ministro degli esteri cinese, Wang Yi, dopo un colloquio con un collaboratore di Al Assad. Per la Cina, «l’anti-terrorismo è il fondamento, il dialogo, la via d’uscita e la ricostruzione, la garanzia» per la soluzione della guerra civile siriana, ha detto il ministro degli esteri di Pechino.

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