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Aperto il dialogo nazionale
in Nicaragua

· La mediazione della Conferenza episcopale ·

 Si è aperto ieri a Managua , nel seminario di Nostra Signora di Fátima, il dialogo nazionale sul Nicaragua alla presenza del presidente della Repubblica Daniel Ortega, di sua moglie e vicepresidente, Rosario Murillo, dei rappresentanti della Conferenza episcopale nazionale (Cen), delle associazioni imprenditoriali, degli studenti e degli agricoltori.

Dimostranti sventolano la bandiera nazionale a Managua (Reuters)

I lavori sono stati trasmessi in diretta dal Canal Católico de Nicaragua. I rappresentanti dei manifestanti hanno esplicitamente chiesto a Ortega di lasciare il suo incarico. «Questo è un tavolo per dialogare sulla sua uscita di scena» ha detto direttamente al presidente il leader studentesco Lesther Alemán.

Da parte dei vescovi, che rivestono il duplice ruolo di mediatori e osservatori, è arrivata la forte richiesta che vengano ritirate dalla strade le forze di polizia e che cessi la repressione delle proteste di piazza, che ha causato finora la morte di almeno 43 persone. Il segretario generale della Conferenza episcopale, il vescovo di Estelí Juan Abelardo Mata Guevara, ha detto rivolgendosi a Ortega che «è iniziata una rivoluzione non armata». Qui «non c’è un esercito contro un altro esercito, ma una popolazione che sta manifestando», ha aggiunto. Il cardinale Leopoldo José Brenes Solórzano, arcivescovo di Managua e presidente della Cen, ha messo in evidenza che le chiese in queste settimane «sono diventate ospedali da campo e i sacerdoti sono diventati mediatori. Abbiamo molte vite da salvare e ferite da curare. Abbiamo assistito tutti senza distinzioni». Ortega da parte sua ha assicurato che «la polizia ha l’ordine di non sparare» e ha sottolineato che le forze dell’ordine in qualche caso hanno agito perché attaccate direttamente. L’Unione europea (Ue) ha commentato positivamente l’apertura del dialogo.

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28 maggio 2018

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