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Solidarietà antica e strade nuove

· I cent’anni della Federazione tra le associazioni del clero in Italia ·

È un “albeggiare nuovo” quello che si staglia all’orizzonte della Federazione tra le associazioni del clero in Italia (Faci). A 100 anni dalla sua nascita, infatti, l’organismo che conta undicimila tesserati tra vescovi, preti e diaconi, rilancia il suo impegno a favore dei sacerdoti. Sono cambiati gli scenari politici e culturali da quando i primi gruppi diocesani si ritrovarono a Pisa e decisero di associarsi sotto la guida del cardinale Pietro Maffi, allora arcivescovo della città, e di monsignor Nazareno Orlandi, che ne divenne vicepresidente. Ma la vocazione resta la stessa: «stare accanto ai sacerdoti, di qualsiasi età e con qualunque problematica, accompagnandoli e offrendo loro assistenza in ambito giuridico, economico, tecnico e previdenziale», sintetizza il presidente, don Francesco Scalmati. Uno «stare accanto» in linea con quello stile di prossimità incoraggiato da Papa Francesco che deve manifestarsi anche «nello stringersi attorno alla persona del Pontefice che è la roccia e che ci indica la strada».
Nella prima metà del secolo scorso, la Faci ha aiutato i preti a vivere, spesso nel senso letterale del termine (erano molti coloro che attraversavano momenti difficili a causa delle “leggi eversive” che avevano privato la Chiesa dei suoi beni e dell’anticlericalismo che le accompagnava), poi ha collaborato con la Conferenza episcopale italiana per la costituzione dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero e oggi continua a essere “una mano amica”, espressione di una sollecitudine che si esprime in diverse forme: dalla presenza all’interno del Fondo clero dell’Inps, all’accoglienza presso le strutture di Montecatini Terme e Marina di Massa dove è possibile trascorrere periodi di riposo e approfittare delle cure termali, organizzare momenti di incontro e preghiera o ritrovarsi per gli esercizi spirituali, fino alla stipula di polizze sanitarie (una particolarmente vantaggiosa è stata estesa anche ai diaconi) e di convenzioni con enti e aziende nazionali e locali. Il tutto grazie alla rete di consulenti che offrono il loro servizio presso la sede centrale di Roma e alla capillarità sul territorio.

di Stefania Careddu

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19 agosto 2019

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