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Annuncio del Vangelo e lotta alla povertà

· Riflessioni e strategie dalla sessione pastorale annuale dell’episcopato congolese ·

È alla Chiesa che spetta il compito di dare l’esempio e la linea da seguire, in un mondo attraversato da una crisi profonda: lo hanno sottolineato i vescovi del Congo, riunitisi nei giorni scorsi in occasione della sessione pastorale annuale, che ha costituito principalmente un momento di riflessione sull’impegno missionario della comunità cattolica alla luce delle sfide dell’epoca contemporanea. Nel riassumere questo impegno, il presidente della Conferenza episcopale nel Congo e presidente dell’Associazione delle Conferenze episcopali della Regione dell’Africa Centrale, il vescovo di Kinkala, Louis Portella Mbuyu, ha indicato la necessità di affrontare quella che è stata definita come una crisi «pluridimensionale» sul piano mondiale con un rinnovato slancio di evangelizzazione. Di fronte alla crisi, la comunità ecclesiale — ha evidenziato monsignor Mbuyu — deve saper essere ancor più ferma sui suoi compiti che includono, in particolare, l’annuncio della Parola a tutti gli uomini, fino agli estremi confini della terra. Nonostante la crisi, è pertanto emerso, la Chiesa deve dunque offrire l’esempio, indicando la via da seguire e per fare questo, ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale — richiamando i contenuti dell’esortazione apostolica postsinodale Africae Munus di Benedetto XVI — «dobbiamo soprattutto essere come dei guardiani in questo mondo della notte». Saper affrontare la crisi, portando il messaggio cristiano di speranza, ha aggiunto monsignor Mbuyu, richiede anche saper sviluppare alcune doti imprescindibili, come la capacità di ascoltare il prossimo e quella dell’umiltà che si accompagna alla pazienza.

Dall’ultima assemblea plenaria, svoltasi a gennaio, i vescovi del Paese avevano, fra l’altro, lanciato un messaggio che poneva proprio l’accento sull’urgenza di «un rinnovamento dei cuori» per sostenere il processo di sviluppo e di pacificazione della società. «Il nostro Paese attraversa attualmente un periodo di incertezza e di angoscia. La nostra fede in Dio e la nostra fiducia nell’uomo, creato a immagine di Dio, ci convincono che questa incertezza e questa inquietudine possono essere superate attraverso un cambiamento del cuore, della mentalità e della pratica. Occorre l’amore della nazione, la volontà di rinunciare a interessi egoistici per cercare, attraverso il dialogo, i modi per costruire la pace in Congo».

La sessione pastorale ha affrontato anche la questione relativa al ruolo dei laici, approfondendo l’analisi sul funzionamento degli organi di rappresentanza istituiti all’interno della comunità ecclesiale, a partire dal Consiglio nazionale dell’apostolato dei laici e dall’Ufficio esecutivo nazionale dell’apostolato dei laici. È spettato in particolare al vescovo di Ouesso e presidente della Commissione episcopale dell’apostolato dei laici, Yves Marie Monot, illustrare le nuove strategie che puntano a sviluppare una maggiore comunicazione e partecipazione dei numerosi fedeli che intendono sostenere la Chiesa nei diversi contesti sociali. In varie occasioni i vescovi del Paese africano hanno infatti esortato i laici a essere testimoni della fede cristiana in ogni ambito della vita lavorativa, sociale, economica, culturale e politica. Un contributo che, si puntualizza, passa anche attraverso l’aiuto economico e che richiede pertanto generosità da parte dei fedeli. Fra l’altro le offerte dei fedeli, secondo un’analisi, sono destinate per il 50 per cento alle diocesi, per il 40 per cento al Consiglio nazionale dell’apostolato dei laici e per il 10 per cento all’episcopato.

Durante l’incontro pastorale, infine, sono stati offerti elementi di riflessione sul tema della prossima assemblea plenaria, che avrà come oggetto la povertà. La plenaria si svolgerà dal 16 al 22 aprile a Brazzaville, sul tema: «La questione sociale in Congo: lotta contro la povertà». Secondo alcune stime risulta che più del 70 per cento dei congolesi vive con meno di un dollaro al giorno. La situazione, affermano i vescovi, fa appello alla responsabilità di tutti: «Siamo invitati ognuno secondo le proprie capacità a cambiare i nostri modi di vita e a impegnarci con decisione nella lotta contro la povertà».

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