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Annullate le elezioni
in Kenya

· Decisione della Corte suprema ·

La Corte suprema del Kenya ha annullato ieri il risultato delle elezioni presidenziali che si sono tenute l’8 agosto. La Corte ha parlato di brogli e irregolarità e ha disposto che si tengano nuove elezioni nel giro di sessanta giorni. Le elezioni erano state vinte del presidente uscente Uhuru Kenyatta con il 54 per cento dei voti, ma la loro regolarità era stata contestata dal principale sfidante di Kenyatta, il suo storico oppositore Raila Odinga, che aveva fatto ricorso alla Corte suprema. Tomi Oladipo, corrispondente in Africa di Bbc, ha scritto su Twitter che è la prima volta nella storia africana che un tribunale annulla delle elezioni presidenziali. 

Ieri sera Kenyatta, esprimendo il proprio «personale disappunto» ha accettato la decisione della Corte. Ma non ha risparmiato critiche al tribunale supremo: «Sei persone hanno deciso di andare contro la volontà del popolo». Molto diversa la reazione di Odinga, che ha detto: «È una decisione storica per il Kenya e per il popolo del continente africano. È una prima volta nella storia dell’Africa e dimostra che è in corso una vera e propria democratizzazione». L’area dove ha sede la Corte suprema è stata transennata ed è forte la presenza della polizia e dell’esercito. Non si registrano disordini al momento. L’8 agosto in Kenya non si è votato solo per il presidente, ma anche per i membri delle due camere del parlamento e quelli dei governi locali. Dopo le elezioni Odinga aveva accusato il governo di avere manipolato i risultati elettorali, hackerando il sistema informatico usato per raccogliere i voti. C’erano anche stati scontri tra i sostenitori dei due candidati in diverse città kenyane, durante i quali erano morte almeno venti persone. Il presidente della Commissione elettorale del Kenya, Wafula Chebukati, aveva confermato che durante le elezioni c’era stato un tentativo di attacco al sistema elettorale, ma aveva aggiunto che questo attacco era fallito.

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